contatore accessi free

Scienza & Vita: mai visto tanto accanimento giudiziario

2' di lettura 22/02/2009 - \"Il 19 febbraio del 2004, esattamente cinque anni fa, il Parlamento italiano dava il via libera definitivo alla Legge 40 che disciplina la Procreazione medicalmente assistita. Cinque anni dopo possiamo affermare che quella Legge ha certamente frenato il Far West procreativo e ha evitato la distruzione di migliaia di embrioni\".

Lo ricorda il punto della provincia di Macerata dell\'Associazione Scienza & Vita, composta da credenti e non credenti, protagonista nel 2005 del referendum sulla Legge 40 che \"vide la vittoria del fronte astensionista e consentì alla nuova disciplina di essere applicata, pur fra mille trappole giudiziarie e amministrative poste da chi non ha mai accettato le limitazioni contenute nella Legge. Mettendo così in atto un vero e proprio accanimento giudiziario nei confronti di una Legge dello Stato, che non ha precedenti nella storia della Repubblica\".


Come è noto, il giudizio dell\'Associazione su quella Legge \"è ispirato alla dottrina della riduzione del danno\". Pertanto Scienza & Vita ribadisce ancora una volta che è \"illegittimo parlare di legge cattolica, quanto piuttosto di una normativa che intervenendo su una materia delicatissima qual è quella della Procreazione medicalmente assistita, riconoscendo la soggettualità dell\'embrione, ha semplicemente limitato i danni\". L\'associazione ricorda che ogni anno, in Italia, si fanno 130.000 analisi prenatali, ed una donna su quattro è sottoposta ad una \'tecnica invasiva\' (amniocentesi o prelievo dei villi coriali). Per l\'associazione è fondamentale il ruolo della consulenza genetica, in questioni come la diagnosi preimpianto, che, senza contare gli errori commessi durante l\'analisi cromosonica che la precede, non inferiori al 15% e che arrivano al 30%, \"presenta un rischio di indurre patologie di 12 volte superiore rispetto ad un concepimento naturale\".


Di qui la necessità di stigmatizzare gli \'usi impropri\' dei test genetici, che hanno già originato \"la tendenza a monitorare non più un gene che causa la malattia, ma il gene che predispone alla malattia\". Il risultato è la nascita della categoria degli \'unpatients\' (non pazienti), cioè \"soggetti che non sono malati, ma che condividono una serie di fattori di rischio, per i quali o vanno tutti i giorni dal medico o sviluppano malattie psicosomatiche\".


   

da Simone Baroncia




Questo è un articolo pubblicato il 22-02-2009 alle 16:27 sul giornale del 21 febbraio 2009 - 661 letture

In questo articolo si parla di attualità, simone baroncia


logoEV
logoEV