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Corridonia: chi ha paura di Mussolini dipinto?

3' di lettura 25/02/2009 -

Un dipinto di Mussolini, nascosto da anni sotto uno strato di intonaco ha sollevato numerose polemiche, soprattutto per la sua collocazione, la sala consiliare del Comune



Quando nel 2002, l\'architetto Gabor Bonifazi, presidente dell\'Associazione Ville da Vivere, scrisse una lettera al Soprintendente regionale Liana Lippi, per riportare alla luce il dipinto, da lui definito \"di grande interesse storico-artistico\", non immaginava certo di sollevare il vivace dibattito a cui si è assistito in questi giorni sulla stampa locale.


La volontà del Comune di riportare alla luce il dipinto opera di Guglielmo Ciarlantini, ha provocato diverse prese di posizione, dal no al recupero, a chi ha proposto di coprire l\'affresco dopo il restauro con un velo. Il punto delle critiche è l\'opportunità della presenza, nell\'aula consiliare del municipio, di una raffigurazione del Duce a cavallo, che come un novello San Giorgio trafigge un drago, sormontato da tre aquile reali. Per il sì al recupero, si è schierato anche il critico d\'arte Vittorio Sgarbi. A favore del recupero del dipinto, c\'è anche un gruppo su Facebook, dal nome \"Si al restauro del dipinto del Duce a cavallo a Corridonia\" che al momento della stesura di questo articolo conta 156 iscritti.


\"Non ha nessun senso restaurare l\'affresco, per poi coprirlo con un telo - commenta Bonifazi - magari si potrebbe lasciarlo senza testa\", ironizza. Già nel 2002 l\'architetto aveva sollevato la questione del recupero complessivo della piazza \"metafisica\" di Corridonia, che soppiantando l\'antica Montolmo, come lui stesso ricorda, deve il suo nome a Filippo Corridoni, il sindacalista rivoluzionario ed interventista caduto durante la prima guerra mondiale. La piazza, come ricorda Bonifazi nella lettera, fu inaugurata nel 1936 da Mussolini e dalla madre di Corridoni, costruita in soli nove mesi grazie ai contributi delle associzioni sindacali, su disegno di due progettisti locali Marrani e Francalancia.


Anche l\'arengario al centro della piazza, costruito dalla fusione di cannoni sequestrati agli austriaci durante la grande guerra, è stato realizzato da uno scultore di Sant\'Angelo in Vado, Oddo Aliventi.


Bonifazi nella lettera ha ricostruito la storia della piazza, che l\'amministrazione comunale ha scelto di restaurare, proprio in nome di Filippo Corridoni, a cui sarà dedicata anche un\'aula della biblioteca comunale, mentre ad ottobre sarà inaugurato il museo a lui dedicato nella sua casa natale. Del resto in provincia, non mancano le tracce del periodo mussoliniano. A partire dal palazzo del Mutilato di Macerata, il monumento alla Vittoria, Bonifazi segnala i fasci su il Monumento ai Caduti di Ancona; il fascio (Conferderazione nazionale fascista agricolltura) sul cancello di palazzo De Vico a Macerata; \"Fascium unum\" (?) sullo stipite del gabinetto del Sindaco di San Severino.


A C.Raimondo il teatrino comunale ricorda in pieno l\'epoca in cui fu costruito, il 1929. Dal soffitto, oltre ad alcuni fregi, tra cui campeggia un quadro centrale dipinto a tempera, dalla ditta Egisto Pagliari di Tolentino, raffigurante un\'allegoria che simboleggia il Fascismo che illumina i lavoratori e protegge le famiglie, in forma di una donna che allatta, con un uomo in vestiti dell\'epoca, intento a lavorare con l\'incudine. Con i lavori di recupero del teatro, costruito tra il 1928 ed 1929 grazie ad un ampliamento dell\'ottocentesco palazzo comunale, il dipinto è stato completamente restaurato, senza che nessuno trovasse da ridire. \"I lavori di restauro - ha detto Fabio Montesi, presidente della Pro Loco ed esperto di arte locale - hanno permesso un completo recupero filologico del dipinto, che pur non raffigurando direttamente Mussolini, lancia un esplicito e riconoscibile richiamo all\'epoca in cui è stato realizzato\".


   

di Monia Orazi






Questo è un articolo pubblicato il 25-02-2009 alle 23:28 sul giornale del 25 febbraio 2009 - 3271 letture

In questo articolo si parla di attualità, monia orazi


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