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Più impegno e meno contestazioni per l\'università di Macerata

università di macerata 2' di lettura 27/02/2009 - Le dichiarazioni del senatore accademico Gennaro in merito alla reale situazione dell\'ateneo di Macerata

Da quanto si evince dalla stampa, si dà la dimensione che l’intero Ateneo di Macerata fosse prigioniero di “milioni di studenti” che si richiamano al movimento “Onda anomala”, i quali hanno monopolizzato la giornata dell’inaugurazione dell’anno accademico della Nova Universitas. Non è così. Consentitemi di etichettarla ingenuamente quale ricostruzione perlomeno parziale.


Sarebbe ingeneroso nei riguardi degli iscritti e degli addetti ai lavori dell’università. Ma, ancor più, sminuirebbe la nobile mole di lavoro, che ha gravitato attorno al momento inaugurale del progetto nato nel 2005, che con coraggio, ha raccolto le energie e le intuizioni di più, e prestigiosi Atenei, in un unico consorzio per l’alta formazione. Esprimendo la mia doverosa solidarietà, all’On.Valentina Aprea, all’indirizzo della persona e dell’istituzione, non posso che rammaricarmi per il protrarsi delle contestazioni, in ambito accademico. E’ vero, abbiamo respinto in modo unanime, finanche in seno al Senato Accademico, la prima bozza di modifica, verso ciò che avevamo allora definito un insieme di tagli(dal marchio Tremonti, più che Gelmini), slegati da un disegno progettuale complessivo. Si affacciava ancora la stagione estiva.


Da quel momento ad oggi, tuttavia, non possiamo non riconoscere che siano stati compiuti, seppur timidamente, passetti in avanti. Anche, in virtù dei molteplici richiami del Presidente Napolitano, il quale, con ragione, ha esortato, a più riprese, la valorizzazione del settore e dell’indotto della Ricerca, condizione, peraltro, necessaria per tentare di rilanciare un sistema-Paese in evidente agonia. Dopo tali passaggi, non avevano più ragione d’esistere le varie forme di contestazione, comunque minoritarie. In primo luogo, perché ormai velleitarie e fuori tempo massimo. In secondo luogo, perché prive di ricette ed ancorate a dogmi distanti dal turbinio del cambiamento inevitabile ed inarrestabile. Negare che vi sia un notevole margine di miglioramento, sarebbe miope.


Occorre, dunque, rimboccarsi le maniche, ma tutti assieme, poichè la crisi non è “nostra, vostra o loro”, ma è una debacle che ha investito l’intera collettività. Rivolgo, pertanto, un invito, nel solco di ciò che ha animato il Consiglio Comunale aperto di Macerata, del 16 febbraio scorso, a concretizzare un tavolo di confronto e di collaborazione che coinvolga gli enti e le parti interessate, non escludendo il contributo di quei soggetti, Cobas in testa, sempre puntuali e presenti nelle proteste di piazza. Dalla “cultura del no” ci si aspetta una “disponibilità al sì”, per ricercare coralmente, senza tentazioni filosofiche e venature demagogiche, soluzioni intelligenti che tutelino i bisognosi e promuovano i capaci ed i meritevoli, a beneficio del nostro Ateneo, dei suoi utenti e della città di Macerata.


   

da Francesco Maria Gennaro

Senatore accademico università di Macerata





Questo è un articolo pubblicato il 27-02-2009 alle 17:58 sul giornale del 27 febbraio 2009 - 745 letture

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