Castelraimondo: Alberto e...un panino niente male

3' di lettura 03/09/2009 - Mentre Barack Obama, appena insediato, ha invitato alla Casa bianca Marco Lentini, l’italo-americano di Filadelfia salito agli onori della cronaca per le sue ciabatte con cotoletta, nessuno sembra essersi accorto di quel fenomeno della piccola ristorazione che è Alberto Grasselli, detto lu Porchettà.

Dal 16 luglio del ’93 infatti si può ammirare sua osteria mobile lungo la ss. Muccese: una veranda, una mezza dozzina di tavolini, due dozzine di sedie, un furgoncino frigorifero giallo in appoggio, un paio di wc chimici sottostrada, la moglie Fiorella alla graticola e allo spiedo, i figli Emanuele e Cesare al banco stracolmo di prodotti locali, i giovani Matteo e Daniele ad affettar prosciutti e lui tra il far porchette e il registratore di cassa. C’è sempre la fila per un panino farcito con prosciutto e formaggio o con una braciola con tanta maionese e un bicchier di vino. Alberto è l’artefice dell’urbanizzazione di questo piazzale di ottocento metri quadri di proprietà comunale e pertanto meriterebbe che gli venga concesso il permesso di costruire qualcosa di meno precario.


Comunque lu porchettà è un gran lavoratore cui sta a cuore mantenere buoni rapporti con l’Amministrazione e con i fornitori, che gli garantiscono la qualità e la quantità dei prodotti. Dal salumificio Bartolazzi di Muccia per le porchette, braciole e insaccati vari, al forno Rosetti di Castelraimondo per le rosette e al forno Ruffinelli di Sefro per i morbidi parigini a guarnizione della gettonata braciola con melanzane, dal pecorino di Capriglia e Dignano a quello con peperoncino prodotto dal Caseificio Picenum di San Ginesio a quello dei fratelli Lorenzotti di Matelica. Anche l’ultima novità culinaria di Alberto riprende dalla tradizione pasquale: ciambelle dolci, pizze al formaggio e uova sode. Un cibo povero quest’ultimo, utilizzato dai grandi bevitori dei tempi andati per non affogare completamente i dispiaceri nell’ebbrezza.


Ritornando ad Alberto il luogo è sempre affollato da studenti e professori dell’Università di Camerino, camionisti, motociclisti, artigiani, famiglie che vanno a fare il pic-nic nei dintorni del Castello di Lanciano e, a seconda delle stagioni, da pescatori o cacciatori. Sotto la veranda volante si possono incontrare diversi avventori fissi come l’inventore degli infissi in pvc Mario Pettinelli detto Tocio di Matelica, Pacì, un vecchio commerciante di bestiame di Serravalle e Pacì Fioranelli, l’ultimo carbonaio. Insomma una bella osteria volante che rinnova continuamente i cibi anticipando i gusti dei clienti sempre più numerosi, ordinati nella fila e che se ne vanno ringraziando per l’accoglienza, il servizio veloce, la qualità e il prezzo.


Alberto è un tipo paziente e organizzato: l’auto negozio è sempre pulito costantemente e ogni tanto fa trovare qualche primizia di stagione agli svogliati clienti fissi, magari la fava o i “tutoli”. Questo ristoro, benché trascurato dagli Enti preposti e dalle solite guide di maniera, è entrato a pieno titolo su Facebook e su You Tube per via delle diverse decine di migliaia di panini imbottiti in maniera sempre più innovativa. Comunque Alberto è anche un gran pescatore, esercita la sua passione nei ritagli di tempo il lunedì e il venerdì pomeriggio. L’altro giorno al laghetto di Pontile di Fiuminata ha pescato una bella trota da un chilo e mezzo.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-09-2009 alle 15:31 sul giornale del 03 settembre 2009 - 3265 letture

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