Baedeker, una guida per Macerata

margaret collier 2' di lettura 10/09/2009 - In tempi di depressione dove tutti sembrano intristiti e molti si genuflettono aspettando la fine di Macerata e soprattutto le prossime elezioni amministrative, vale la pena andarsi a leggere una bella pagina turistica e non solo scritta da Margaret Collier, una romantica e colta donna inglese che visitò la nostra città sul finire dell’Ottocento.

Il racconto è tratto da “La nostra casa sull’Adriatico”: \"Meta di una nostra gita fu Macerata, una fermata favorita ai giorni della diligenza, ma ora lontana dagli itinerari dei turisti moderni. Il Baedeker però la nomina come una città in una graziosa posizione, con una università e una scuola di agricoltura.

Ci si trovano libri e altri oggetti di lusso; e ci si sente più vicini alla civiltà che a Fermo, dove nonostante i quarantotto castelli e nonostante, e forse a causa che quasi tutti gli abitanti sono conti, non si vede un libro, eccettuati quelli che raccontano le cronache della città. Ma neppure Macerata è molto moderna. Dopo una piacevole scarrozzata di trenta chilometri per colline e vallate, sotto le mura di molti villaggi dall’aspetto assai originale, ci fermammo alla vecchia locanda, dove in tempi andati i viaggiatori cambiavano i cavalli e spesso passavano la notte.

Non credo che sia cambiata molto negli ultimi ottant’anni, e a quell’epoca deve essere stata altrettanto soddisfacente di altri alberghi in altre parti d’Italia, a giudicare dalle varie testimonianze scritte che ne elogiavano l’eccellenza, e che incorniciate e sotto vetro erano l’unico ornamento delle pareti. Dava un’idea delle difficoltà dei viaggi all’estero in quei giorni, leggere che quel principe tedesco e quella duchessa inglese non si erano mai trovati così bene dopo aver lasciato la loro patria.

Tutto perfetto. Io non potrei dir lo stesso, e non sono né un principe né una duchessa; eppure il trattamento fu dei migliori e il conto era in proporzione. Il fritto sarebbe stato eccellente, se l’olio usato non fosse stato rancido; ci dettero del thè, per sette franchi; ma non fu possibile ottenere una goccia di latte; e quanto alle camere, non ne ho mai trovate di più scomode\".

Non ci rimane che individuare quale fu la locanda dove soggiornò la Collier prima di recarsi a Montalbano nella dimora del conte Tommaso Lauri. Ma questa di Villa Lauri è una storia infinita. Sursum corda!







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-09-2009 alle 16:47 sul giornale del 10 settembre 2009 - 2462 letture

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