Matelica: MatelicaInsieme, regolamentiamo i disoccupati con il sociale

lavoro 4' di lettura 28/09/2009 - Dopo oltre un anno dall’inizio della crisi economica-occupazionale che ha interessato in modo particolare il nostro distretto produttivo, l’amministrazione comunale ha deciso di vagliare l’erogazione delle “borse lavoro” che erano state inizialmente istituite dalla legge regionale N°18 del 1996 per l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati (malati psichici ed ex detenuti), poi riviste ed allargate a fasce di disoccupati da una sperimentazione del Comune di Fabriano in collaborazione con la Prov. di Ancona.

Oggi si sta imboccando la strada giusta per intervenire nella direzione di un sostegno reale e dignitoso a favore di chi sta pagando a duro prezzo questa crisi epocale e un primo passo è stato fatto, ma ne servono ancora altri… come la partecipazione attiva della Provincia di Macerata. Con interrogazione specifica risulta che, le borse lavoro attuali a Matelica sono una ventina, di cui il 30% gestite dalla cooperativa Zanzibar nella serra dietro i “tiratori” per il disagio psichico, il restante utilizzate per la manutenzione del decoro urbano e per collaborazioni alle strutture pubbliche con retribuzione di soltanto 206 euro mensili per 68 ore mensili.


L’erogazione attuale denominata buoni lavoro (vaucher) per collaborazioni occasionali ed accessorie riguarda ancora un numero esiguo di beneficiari ai quali si chiede una contro-prestazione invece di usufruire dei sussidi a pioggia che la Giunta Sparvoli sta cercando di eliminare. Premesso che i sussidi vengono dati solo in casi di estrema emergenza economica e dopo una relazione dettagliata dell’assistente sociale, attingendo dal Fondo di Solidarietà, mi permetto di affermare che questi aiuti dovrebbero essere più mirati e consistenti tenendo conto del principio di fiscalità storico che fa riferimento agli anni di residenza sul nostro Comune e visto che abbiamo la tassazione locale al massimo dai primi anni 2000 ritengo un operazione di giustizia sociale aiutare i concittadini disoccupati, visto che quando lavoravano hanno sempre pagato tutto il dovuto.


Detto questo ben vengano i buoni lavoro vaucher che si dovranno affiancare alle altre forme di assistenza economico-sociale. Il problema di fondo è che non abbiamo un vero e proprio regolamento per accedere a questa tipologia di lavori socialmente utili e penso fermamente che la precedenza vada data a chi non prende nulla come gli interinali, i co.co.pro, gli ex stagisti e a tutti coloro che, avendo avuto per anni contratti precari, non rientrano in nessuna forma di sostegno al reddito.


Certamente il Comune non può essere scambiato per un ente erogatore di lavoro in modo massiccio ma in questa fase di emergenza dobbiamo intervenire anche inventandoci nuovi servizi che soddisfino bisogni importanti come nelle case di riposo, asili nido, mense e pulizie in genere, non disperdendo le migliori energie di manodopera che prima o poi dovranno essere riassorbite dal tessuto produttivo locale altrimenti avremo la ripresa dell’emigrazione che farebbe, dopo tanti anni, scendere la popolazione di Matelica sotto i 10.000 abitanti!


Si pensi a tutte quelle piccole aziende che sono la spina dorsale dell’economia cittadina e che con la preoccupazione della crisi e della stagnazione non riescono ad assumere anche stagionalmente manodopera, credo che avendo a disposizione presso l’ufficio del cittadino un albo dei lavoratori vaucher (oggi acquistabili in tabaccheria e Poste Italiane) potrebbero avvalersi di queste energie che sarebbero una boccata di ossigeno per molti disoccupati ma anche per gli artigiani e commercianti. Ci sono poi molte altre forme di utilizzo di maestranze che dopo adeguata formazione al Centro per l’impiego si possono inserire in progetti di prevenzione al bullismo e nella gestione di un Centro di Aggregazione Giovanile che era nel programma della lista che sta amministrando il nostro Comune.


Concludo con l’auspicio che nella Commissione Sanità e Servizi Sociali ci si confronti senza preconcetti ideologici per produrre una serie di regolamenti e criteri che intensifichino i buoni lavoro (attualmente di 20 ore mensili per 200 euro lordi) facendo in modo che non si riducano ad un’elemosina ma rendendoli più efficienti e dignitosi sia per chi le svolge, sia per chi ne beneficia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-09-2009 alle 19:18 sul giornale del 29 settembre 2009 - 681 letture

In questo articolo si parla di sociale, politica, matelica, disoccupati, Matelica Insieme





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