Corridonia: convegno dedicato a \'L’Abate Luigi Antonio Lanzi\'

abate Luigi Antonio Lanzi 3' di lettura 11/11/2009 - Il 14 novembre segna una tappa importante per la Città di Corridonia. Infatti al Teatro “G.B. Velluti” si terrà una giornata di studi dedicata all’abate Luigi Antonio Lanzi (1732-1810).

L’iniziativa è la quarta di una serie di convegni che, a cadenza annuale e con il sostanziale contributo delle Amministrazioni Comunali di Treia e di Corridonia, hanno permesso di recuperare ed approfondire specifici temi legati alla vita e all’opera del Lanzi. Si tratta di un vero e proprio percorso, maturato nell’ambito delle celebrazioni per il bicentenario della morte dell’illustre concittadino “montolmese”, percorso che culminerà nel 2010 con un convegno riservato all’opera più celebre di Luigi Lanzi: la Storia pittorica dell’Italia.

Il convegno di Corridonia intende mettere a tema gli aspetti ad oggi meno indagati, ma di centrale importanza per una piena comprensione dello studioso: la formazione di L. A. Lanzi presso la Compagnia di Gesù, in specie al Collegio Romano e la sua produzione minore, da cui il titolo L’Abate Luigi Antonio Lanzi tra filologia classica e letteratura religiosa. Il convegno è articolato in due sessioni; quella mattutina volgerà maggiore attenzione a modi e contenuti della formazione gesuitica del Lanzi, quella pomeridiana si concentrerà invece su quegli scritti che meglio ne esprimono l’esperienza devozionale e l’elevata caratura filologica-letteraria. Interverranno studiosi di diverse e prestigiose università ed istituzioni italiane. Molti i relatori ed i titoli degli interventi, nell’ordine del programma, consultabile in rete all’indirizzo www.luigilanzi2010.it

I lavori saranno introdotti da Giovanna Perini, Presidentessa del Comitato Scientifico Nazionale cui è affidata l’organizzazione del convegno storiografico del 2010. A più di cinquant’anni dal convegno dedicato a Luigi Lanzi nel 1961 la Città di Corridonia torna dunque a celebrare il suo più illustre cittadino con un nuovo importante appuntamento, di ampio respiro culturale, che auspichiamo non resti tale solo per la comunità scientifica e gli addetti ai lavori. Ferma volontà dell’Amministrazione Comunale è di considerare questi convegni solo un punto di partenza e di non interrompere le iniziative Lanziane nel 2010. Al riguardo l’Assessore alla Cultura Massimo Cesca ha evidenziato come obbiettivi prioritari per il futuro, la riproposizione del famoso “Premio Lanzi”, la catalogazione dei reperti dell’antica Pausola e la stampa del relativo catalogo, la ripresa degli scavi archeologici e non ultimo il voler intraprendere iniziative di promozione del Lanzi anche nelle altre province e regioni italiane.

LUIGI ANTONIO LANZI nacque a Montecchio (Treia,) il 13 giugno 1732, secondogenito di Gaetano e di Bartolomea Firmani. Seguendo gli spostamenti del padre, medico condotto, dimorò con la famiglia in diverse località, fra cui Montolmo (Corridonia), paese della madre, che Lanzi considerò sua patria. Entrato nella Compagnia di Gesù a Roma il 23 ottobre 1749, dopo il noviziato, perfezionò gli studi di filosofia e successivamente si dedicò quindi all’insegnamento delle lettere. Durante gli anni di teologia presso il Collegio Romano (1759-63), il 28 ottobre 1761 fu ordinato sacerdote.

Dopo lunghi periodi di studi e di prestigiosi incarichi in varie città italiane, fece ritorno a Firenze, nel novembre 1801, dove ottenne la reintegrazione nell’antico ufficio e nel 1808 la presidenza della sezione della Crusca nell’Accademia fiorentina. Nonostante gravi disturbi alla vista, si applicò alla preparazione della terza edizione della Storia pittorica (6 tomi, Remondini, 1809). Attese alla raccolta delle proprie composizioni latine (Aloysii Lanzii Inscriptionum et Carminum libri tres, Florentiae 1807); condusse a termine l’edizione, durata tutta la vita, de I lavori e le giornate di Esiodo, con versioni latina e italiana e annotazioni (1808) e pubblicò scritti spirituali molto apprezzati (raccolti in Opuscoli spirituali, 1809).

Delle varie traduzioni da Catullo, Teocrito e Callimaco, pubblicate in vita, apparve una raccolta postuma curata da O. Boni (Opere postume, 1817). Senza poter coronare il desiderio di essere reintegrato nella Compagnia di Gesù, restaurata a Napoli nel 1804, morì il 31 marzo 1801 a Firenze e fu sepolto in Santa Croce.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-11-2009 alle 13:55 sul giornale del 12 novembre 2009 - 949 letture

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