Accordo università: Capponi, primo successo nelle azioni per il territorio

Franco Capponi 5' di lettura 01/12/2009 - All’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio provinciale dell’Accordo di programma da sottoscriversi con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e le Università di Macerata e Camerino per la razionalizzazione della formazione universitaria sul territorio, il presidente dell’Amministrazione provinciale, Franco Capponi - con la nota che segue – compie una valutazione sul significato dell’accordo stesso e sulle prospettive che esso offre.

Nasce dalla provincia di Macerata il Comitato per l’Università nelle Marche. L’unica delle piccole province ad avere due dei più antichi Atenei italiani si pone come antesignana dell’Università del futuro, anticipando nella regione ciò che sarà della riforma “disegnata” dal ministro Gelmini. L’accordo di programma che, dopo l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio provinciale, la Provincia di Macerata si appresta a sottoscrivere con il Ministero dell’Istruzione e le Università di Macerata e Camerino, costituisce un “modello territoriale” che permetterà ai due atenei di rilanciarsi sul piano della didattica ed alla comunità provinciale di sentirsi più partecipe di queste due “eccellenze” sul piano della formazione umanistica e scientifica. Al di là del merito delle “graduatorie” degli atenei italiani che – pur se redatte sulla base di dati remoti e di parametri non del tutto condivisibili – l’estate scorsa erano circolate “penalizzando” le Università di Camerino e Macerata, è parso non più rinviabile un intervento delle istituzioni locali più volte reclamato in passato, ma da nessuno attuato.

E’ chiaro che due atenei a 25 chilometri l’uno dall’altro non possono né ignorarsi reciprocamente, né sovrapporsi, né tanto meno farsi “concorrenza”. Davanti alla riforma universitaria ormai ineludibile e di fronte alle difficoltà finanziarie del momento, proseguire come se nulla fosse sarebbe la fine dei due gloriosi atenei maceratesi con conseguente inestimabile perdita per l’intero territorio, non solo provinciale. Dalla necessità di un intervento non più rinviabile, la scorsa estate ho ritenuto fosse un dovere preciso della Provincia di Macerata prendere un’iniziativa in grado di invertire lo stato delle cose ed offrire occasione di sviluppo alle due nostre Università e, tramite esse, a tutto il territorio. Dopo essermi consultato con lo staff del Ministro Gelmini, ed aver avuto una sorta di incoraggiamento in tal senso, ho parlato con i due rettori, trovando in loro e nei loro collaboratori a livello tecnico e didattico grande disponibilità e soprattutto ampia condivisione del progetto. Di questo ringrazio pubblicamente il prof. Sani ed il prof. Esposito per aver voluto costruire con me qualcosa che sono certo darà presto i suoi frutti.

Per mesi si è lavorato intensamente ed in silenzio. Un “silenzio” necessario al buon esito del progetto stesso che solo negli ultimi giorni di novembre è stato condiviso in tutti i suoi termini dal Ministero e che, di conseguenza, abbiamo potuto rendere pubblico. Diversamente saremmo stati in una fase di continua discussione non costruttiva, influenzata da possibili polemiche politiche e da altri fattori esterni che ci avrebbero fatto perdere il classico “ultimo treno”. Le due Università manterranno ognuna la propria autonomia, razionalizzando però i servizi ed indirizzando maggiori risorse al potenziamento dell’offerta didattico-formativa. I due Atenei, grazie al radicamento che già possono vantare nell’area fermana e nell’area ascolana, si pongono insieme come sistema universitario del centro-sud delle Marche, qualificando e razionalizzando l’offerta formativa anche attraverso le sedi consolidate sul territorio regionale. La riforma universitaria obbligherà presto tutti gli atenei a rivedere la loro organizzazione, a razionalizzare corsi e sedi secondo standard prestabiliti. Tutto questo le Università di Camerino e Macerata lo faranno anticipando i tempi della riforma stessa, specializzandosi e potenziandosi reciprocamente sul territorio e con l’aiuto del territorio. Con l’accordo di programma, che evita anche ingenti tagli del Fondo ordinario universitario destinato a Camerino e Macerata, arriviamo per primi, ottenendo risultati utili a garantire un futuro più solido agli Ateneri e al territorio che da essi trae benefici a livello culturale, formativo ed anche economico.

Il C.U.M. (Comitato per l’Università nelle Marche) che si andrà a costituire con Provincia di Macerata, Università di Camerino e Università di Macerata quali soci fondatori, sarà da subito aperto all’adesione degli altri enti (Comuni di Camerino, Macerata, Civitanova, Fermo, Ascoli, Province di Ascoli e Fermo, Regione Marche) ed istituzioni territoriali (Camere di commercio, Fondazioni) che credono nel sistema universitario marchigiano e nel ruolo che gli atenei svolgono per la crescita e lo sviluppo. L’unanimità con la quale il Consiglio provinciale di Macerata ha approvato l’accordo è un riconoscimento all’azione intrapresa che va nella direzione auspicata dalla nostra comunità. E’ un primo concreto risultato di questa nuova Amministrazione provinciale, impegnata ad affrontare lo sviluppo socio-economico attraverso la valorizzazione di tutte le risorse presenti sul territorio.

Questo non è comunque un traguardo, ma è solo l’avvio di un percorso di responsabilità e di un progetto di potenziamento della formazione universitaria che si incammina da subito, ma che avrà una durata di almeno un quinquennio. La Provincia di Macerata sarà a fianco delle Università di Camerino e Macerata anche con uno sforzo economico annuale non indifferente per il peso che potrà avere sulla finanza locale, ma con la convinzione che saranno fondi ottimamente investiti. Spero che anche le altre istituzioni territoriali facciano sentire il loro concreto appoggio.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-12-2009 alle 16:13 sul giornale del 02 dicembre 2009 - 704 letture

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