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Castelraimondo: convegno sui pericoli dell\'amianto

tettoia in amianto 2' di lettura 02/12/2009 - Un pericolo sottovalutato, la presenza di fibre di amianto, una bomba ad orologeria che rischia di esplodere nei prossimi anni, anche se l\'uso è vietato da una legge del 1992. L\'allarme è stato lanciato durante il convegno \"Rischio amianto, aspetti tecnici e sanitari\", che si è svolto nei giorni scorsi a Castelraimondo, organizzato dalla Cipef, con il patrocinio di Provincia e comune.

Prima che insorga la tipica malattia da amianto, l\'asbestosi, una sorta di fibrosi polmonare che poi provoca enfisema e ridotta capacità respiratoria possono passare diversi anni, così come per i tumori polmonari, che si manifestano anche qualche decennio dopo l\'inizio dell\'esposizione. Manca una soglia fissata dalla legge sulla concentrazione pericolosa di fibre di amianto nell\'aria, in quanto non si esclude che anche una sola, 1300 volte più sottile di un capello umano, possa essere rischiosa.


Il problema se in passato ha riguardato solo i lavoratori del settore, ora interessa la generalità della popolazione, dati gli usi estensivi di questo materiale fino agli anni 80: coibentazione di edifici, soprattutto tetti, treni, navi, nelle auto, in particolare vernici e parti meccaniche, in edilizia, soprattutto pavimenti, vernici, tegole, tubazioni, canne fumarie, nelle tute dei vigili del fuoco, nella fabbricazione di plastica , cartoni, corde, coadiuvante nella filtrazione dei vini. Le polveri sottili della demolizione di edifici, lo smaltimento non corretto, l\'usura specie per l\'amianto friabile, l\'utilizzo di tubature con tale materiale per alcune condotte dell\'acqua, sono aspetti da considerare.


Gli alti costi di smaltimento del materiale, insieme alla presenza di piccole imprese specializzate nello smaltimento che faticano ad avere visibilità, rendono complesso il quadro attuale. “Lo smaltimento di questo materiale è un problema ancora oggi sottovalutato – spiega Sandro Benedetti presidente della Cipef – siamo stati chiamati nelle zone più impensate, perchè molta gente abbandona l\'eternit, senza preoccuparsi delle conseguenze sulla propria salute e quella degli altri”. Tra le proposte lanciate, quella di effettuare un censimento della presenza di amianto o manufatti in eternit coinvolgendo le istituzioni locali, l\'istituzione di depositi di stoccaggio provvisorio per evitare abbandoni in natura.


Un\'azienda locale ha parlato della possibilità di sostituire i tetti in eternit con pannelli solari. All\'incontro sono intervenuti l\'assessore provinciale Giorgio Bottacchiari, il consigliere comunale di Castelraimondo Stefano Carducci, Eliano Marangoni, esperto del settore amianto, Antonio Barboni , direttore del Servizio prevenzione della salute negli ambienti di lavoro dell’Asur zone territoriale di Camerino.Roberto Carboni , responsabile tecnico della Cipef e Moreno Marco Mattioli , tecnico della prevenzione dell’Asur di Urbino.






Questo è un articolo pubblicato il 02-12-2009 alle 10:10 sul giornale del 03 dicembre 2009 - 1547 letture

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