\'La Gelmini non ci merita\', l\'onda anomala maceratese contro il ddl Gelmini

2' di lettura 02/12/2009 - Mercoledì 2 dicembre, nella giornata di mobilitazione nazionale verso lo sciopero e la manifestazione dell\'11 dicembre a Roma, anche a Macerata l\'Onda anomala ha contestato in tutte le facoltà la riforma Gelmini chiedendo il ritiro immediato di una riforma improntata solamente ai tagli e allo smantellamento dell\'Università pubblica.

Reddito e autoformazione. Libero accesso ai saperi e riappropriazione della ricchezza. Ecco le priorità per chi come noi l’università la vive quotidianamente. Per chi come noi è costretto a fare i conti con una precarizzazione della vita sempre più asfissiante. Per chi come noi studenti, precari, lavoratori, migranti subisce ogni giorno e sempre di più le conseguenze di una crisi della quale non ha colpa e che non ha contribuito a generare. Invece oggi con il DDL Gelmini dobbiamo fare i conti con una nuova decisiva fase nel percorso di smantellamento dell’università pubblica. Seguendo la 133 nella politica dei tagli e della privatizzazione selvaggia, la ricetta prevede l’introduzione del 40 per cento minimo di membri esterni nel senato accademico con tutto quello che comporta in fatto di scelte didattiche, e una serie di tagli alle facoltà e alle risorse destinate agli studenti, giustificati dalla loro nauseante retorica meritocratica. Come se valutare l’università e il lavoro di chi la vive in termini puramente economici possa chiamarsi meritocrazia e possa in qualche modo migliorare la qualità dell’offerta formativa.

Gli studenti e i precari dell’Onda rispondono che è la Gelmini e tutto il governo a non meritarci, a non meritare le nostre menti, i nostri corpi vivi che popolano quotidianamente i nostri territori e le nostre facoltà. Chiediamo l’immediato ritiro del DDL Gelmini in quanto l’Università , la Scuola e la ricerca dovrebbero essere gli strumenti principali per il rilancio del paese e solo attraverso pratiche di condivisione del sapere, attraverso la resistenza allo smantellamento dell\'università pubblica possiamo riprendere il futuro nelle nostre mani. Chiediamo reddito garantito, diritto alla mobilità, servizi culturali accessibili. Vogliamo un’ università che sia luogo di scambio e incontro, che viva con percorsi di autoformazione e che soddisfi i nostri bisogni. Per questi motivi l’Onda l’11 novembre, in occasione dello sciopero generale, assedierà il Ministero e porterà ancora fortemente in piazza quel “noi la crisi non la paghiamo” che oggi è più che mai attuale.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2009 alle 17:19 sul giornale del 03 dicembre 2009 - 714 letture

In questo articolo si parla di attualità, Onda anomala Macerata





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