Nuovi tesori d\'arte a Palazzo Ricci, le acquisizioni della fondazione Carima

3' di lettura 11/12/2009 - La Fondazione Carima presenta i nuovi tesori di Palazzo Ricci. Il museo si arricchisce di ben undici opere.

La Fondazione Cassa di risparmio della provincia di Macerata ha presentato ieri le sue ultime acquisizioni, effettuate perlopiù presso autorevoli case d’asta e gallerie d’arte di chiara fama, destinate ad accrescere la propria raccolta. Il primo nucleo di opere comprende sei tele provenienti dagli arredi del pregevole palazzo Ricci di Pollenza che, insieme all’omonima residenza di Macerata, rappresentano due qualificati esemplari di edilizia nobiliare maceratese.


Si tratta di cinque ritratti raffiguranti Antonio IV Ricci, la moglie Lucrezia Tozzoni e il figlio Francesco Ricci, realizzati dal celebre pittore fanese Carlo Magini, allievo di Sebastiano Ricci, cui si aggiungono quelli di Amico Luigi Ricci e del padre di quest’ultimo Antonio III Ricci. Ai dipinti suddetti si associa un’altra splendida tela nella quale viene effigiato, con tanto di relativi blasoni, l’albero genealogico dell’intera famiglia Ricci.


L’acquisizione di queste opere da parte della Fondazione Carima, di grande interesse sia sotto il profilo storico-artistico sia sotto quello prettamente storico-documentario, trattandosi di opere legate alla famiglia Ricci e alle vicende dell’omonimo palazzo maceratese, ha permesso di evitare che una porzione di storia della nobiltà del nostro territorio andasse perduta. Se da un lato sono state recuperate, o meglio “salvate” da un’eventuale dispersione, significative testimonianze pittoriche relative ai protagonisti della nobile casata maceratese, dall’altro la Fondazione Carima non è venuta meno anche nella sua mission di preservare, e soprattutto di incrementare con precisione e scrupolosità, la raccolta d’arte italiana del Novecento conservata nel Museo Palazzo Ricci.


A tale proposito cinque significative opere vanno ad aggiungersi alla rilevante collezione, che vanta oltre 350 esemplari tra pittura e scultura italiana del XX secolo. Tra le recenti acquisizioni figurano nomi del calibro di Valeriano Trubbiani, con la scultura Lares familiaris (1968), che si unisce a Ipotesi bellica (1963), Frenare il volo (1975) e Volo di gabbiani (1976) già in raccolta, e di Sante Monachesi, il quale con Muro bianco a Parigi (anni ‘70) e La cineasta straniera (metà anni ‘50 ca.), insieme al già presente Fiori con aragosta (1960), approfondisce e integra la panoramica della produzione matura dell’artista. A Trubbiani e Monachesi, seguono altri due autorevoli esponenti dell’arte italiana del secolo scorso: Primo Conti e Bruno Tano.


Al primo si deve la magnifica e imponente tela raffigurante le Corse al galoppo (1927) che, insieme a Giotto e Cimabue (1923) e al Ratto delle Sabine (1925), contribuisce a delineare la produzione degli anni Venti dell’artista fiesolano. A Tano, padovano di nascita e maceratese di adozione, fondatore e grande animatore del “Gruppo Futurista Maceratese” (1932 – 1944), insieme a Monachesi e Peschi, spetta la paternità della magnifica Aeropittura (1938), che fa il suo ingresso nella raccolta della Fondazione Carima proprio nell’anno delle celebrazioni del centenario del manifesto futurista. Essa, infatti, rappresenta un’importante testimonianza della breve ma intensa stagione pittorica dell’artista che, insieme a Oasi (1935) e a sei disegni eseguiti tra gli anni Trenta e l’inizio dei Quaranta, contribuisce a fare chiarezza sulla figura di un pittore forse non ancora pienamente apprezzato.


Le recenti acquisizioni, dunque, confermano ancora una volta l’impegno e la continua dedizione da parte della Fondazione Carima nel voler accrescere e perfezionare continuamente il suo patrimonio artistico. Ogni acquisto è valutato e soppesato al fine di rendere sempre più qualificata, e qualificante, la collezione d’arte italiana del Novecento nell’ambito del panorama dell’arte moderna e contemporanea.


da Fondazione Carima
www.fondazionemacerata.it






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-12-2009 alle 15:06 sul giornale del 12 dicembre 2009 - 979 letture

In questo articolo si parla di cultura, macerata, fondazione carima





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