Acquacanina: le osterie del tempo che fu

1' di lettura 28/12/2009 - Mentre le chiese e i palazzi come simboli della fede e del potere stanno a testimoniare la storia civile dei nostri piccoli centri, le osterie sono state completamente dimenticate in quanto considerate a torto luoghi immondi frequentati per lo più da quei personaggi invisibili (artigiani e commercianti) che hanno contribuito in maniera determinante alla costruzione e conservazione delle nostre città.

Quindi l\'osteria va riconosciuta a tutti gli effetti un luogo dello spirito, figlia di un dio minore della storia, quella sociale. Basti pensare che ad Acquacanina, uno dei comuni più piccoli delle Marche, c\'erano addirittura due osterie lungo via Leopardi: quella di Giannina Milani Ferri e quella Gemma Michilli.


La prima venne rilevata da Vittorio Picotti che la gestì almeno fino alla fine degli anni Settanta, come risulta dall\'elenco telefonico del 1978/79, in quanto posto telefonico pubblico denominato \"Bar Picotti\". Invece l\'osteria di Gemma Micelli fu rilevata dal 1975 da tale Pietraggi che la gestì fino al 1986. Nel 2007 il locale è stato riaperto con una buona dose d\'orgoglio da Claudio Todesco, per tanti anni guardia del Comune di Fiastra, col nome di Mini Bar. All\'interno del locale c\'è una foto ingiallita che rimanda all\'allegria tipica degli anni Cinquanta: sei amici in posa, il primo a sinistra fa le corna all\'amico accanto.


Il simpatico gestore ci racconta che sopra al locale c\'era un teatrino e che la scala venne demolita per crearci un bagno. Counque all\'esterno dell\'osteria di Giannina è ancora leggibile un\'iscrizione a testimonianza del luogo e della reclame dei tempi andati: «Vino e liquori».









Questo è un articolo pubblicato il 28-12-2009 alle 12:23 sul giornale del 29 dicembre 2009 - 2747 letture

In questo articolo si parla di cultura, macerata, gabor bonifazi, architetto





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