San Severino: pienone per il presepe vivente

2' di lettura 06/01/2010 - Per il secondo anno consecutivo, il presepe vivente in trasferta a Taccoli ha fatto il pienone di visitatori

Si è tornati alle origini, da quando nel 1951 don Amedeo Gubinelli pensò di dare vita alla rievocazione della Natività. “Taccola arda” era la sede scelta da questo sacerdote che tanti settempedani ricordano ancora con grandissimo affetto. Da due anni, a causa dei lavori a Castello al monte, la rievocazione del Presepe vivente delle Marche è tornata nel luogo che l\'ha vista nascere. Quest\'anno come l\'anno scorso, è stato il pienone.


L\'arrivo dei Magi ha dato il via alla rievocazione che si è snodata tra i vicoli e le case del paese alto, trasformatosi in una “Betlemme” alla marchigiana. Filo conduttore di questa 51esima edizione, organizzata con grande cura dai volontari della Pro Castello, è stato l\'omaggio alle radici ed alla tradizione locale. “Tra le scene bibliche che connotano questa importante manifestazione abbiamo voluto porre la nostra attenzione sulla quotidianità, sulla familiarità degli antichi mestieri e sulla semplicità degli animali che faranno da cornice ai personaggi che con umiltà rappresenteranno il periodo più importante della nostra storia”, si legge nella presentazione della manifestazione.


Tante le scene, a partire dalla Natività, la corte di Erode con una sensuale danzatrice del ventre, all\'accampamento dei Magi, al governatore romano, passando per una miriade di antichi mestieri, come il ferraio, la tessitrice, le lavandaie e altri tradizionali. Non poteva mancare la maga, “importata” da Matelica, e diverse postazioni in cui sono stati serviti ottimi dolci e vin brulè. La rievocazione settempedana, tra le più antiche della regione, conferma la sua vivacità ed il grande apprezzamento del pubblico.


Nelle foto di Monia Orazi, alcuni momenti della manifestazione








Questo è un articolo pubblicato il 06-01-2010 alle 23:51 sul giornale del 07 gennaio 2010 - 1023 letture

In questo articolo si parla di attualità, monia orazi