Urbisaglia: Villa Magna, un sito archeologico ricco di sorprese

2' di lettura 15/01/2010 - A distanza di quasi dieci anni dal primo saggio esplorativo, effettuato nel 2000 ad opera della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, sono stati presentati oggi, nell\'ambito di una Tavola Rotonda che si è svolta presso l\'Aula Magna dell\'Università di Macerata, i risultati delle due campagne di scavo che hanno portato alla luce un nuovo sito archeologico denominato Villa Magna, condotte sotto la direzione tecnico-scientifica del Soprintendente Giuliano de Marinis e del Professor Gianfranco Paci.

Nelle immediate vicinanze dell\'antica città romana di Urbs Salvia, infatti, sono state rinvenute alcune strutture appartenenti ad un insediamento coevo ed altrettanto importante. Questa significativa scoperta, che ha dato un nuovo impulso alle ricerche archeologiche nel maceratese, è stata possibile grazie al determinante sostegno economico della Fondazione Carima al Dipartimento di Archeologia dell\'Università di Macerata, pari a circa 150.000 euro.


Il primo stanziamento, erogato nel 2006, ha reso possibile l\'avviamento delle indagini, che inizialmente hanno evidenziato la presenza di un complesso edilizio, probabilmente una villa romana di grandi dimensioni, finalizzato allo sfruttamento agricolo del territorio. I ritrovamenti hanno poi reso impellente l\'esigenza di approfondire questa straordinaria realtà e pertanto, con un secondo contributo della Fondazione Carima arrivato due anni più tardi, alla prima campagna di scavo ha fatto seguito la seconda, che ha condotto a dei risultati interessanti a tal punto da sorprendere gli stessi addetti ai lavori.


Le opere eseguite nel 2009 hanno rivelato che la villa romana precedentemente individuata era inserita in un contesto urbanistico più vasto e articolato, che si estendeva su una superficie di 40.000 metri quadrati. Come se ciò non bastasse, grazie anche all\'impiego di innovative tecniche di esplorazione, è stato accertato che le strutture emerse costituiscono solo una parte di un complesso assai più grande e che c\'è dunque ancora molto da scoprire. Si può quindi affermare che si è giunti ad un punto di arrivo da cui ripartire, nel prossimo futuro, per dare una risposta certa agli interrogativi rimasti ancora aperti.


\"Con orgoglio - ha dichiarato il Vicepresidente Roberto Massi Gentiloni Silverj - desidero sottolineare la lungimiranza che la Fondazione Carima ha avuto nel dare il proprio sostegno economico alla realizzazione di questa iniziativa. Sostegno che si è rivelato strategico e decisivo, poiché senza di esso forse oggi avremmo ignorato l\'esistenza di un sito archeologico di tale rilevanza e carico di un fascino eccezionale nel nostro territorio\". Con questo progetto, insomma, la Fondazione Carima ha ribadito la propria attenzione alla conservazione del patrimonio storico-artistico-architettonico presente in provincia di Macerata, di cui le aree archeologiche sono sicuramente un fiore all\'occhiello.

da Fondazione Carima
www.fondazionemacerata.it






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2010 alle 18:15 sul giornale del 16 gennaio 2010 - 3327 letture

In questo articolo si parla di cultura, macerata, fondazione carima





logoEV