Recanati: Città per la vita, Città contro la pena di morte

4' di lettura 21/01/2010 - Nei giorni scorsi si è svolta a Recanati,nell’Aula Magna del Palazzo Comunale una giornata di riflessione sul tema “Città per la vita, Città contro la pena di morte”,iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio Comunale in collaborazione con l’Amministrazione cittadina.


La Giunta Comunale aveva deliberato il 26.11.2009 per l’adesione alle iniziative promosse dalla Comunità di Sant’Egidio intendendo dare continuità ed un tangibile sostegno come da sempre avvenuto in passato da parte della città di Recanati,ma allo stesso tempo,volendo maggiormente incidere su un argomento di grande valore non limitandosi ad una adesione che risultasse solo formale.


Da qui l’ intenzione del Presidente del Consiglio Comunale Massimiliano Grufi,subito condivisa dal Sindaco Francesco Fiordomo di avviare un percorso informativo al fine di coinvolgere la comunità recanatese partendo da una giornata di riflessione estesa anche alle scuole e con i contributi di soggetti autorevoli ,attori principali nell’affrontare lo specifico tema a partire dalla Comunità di Sant’Egidio.


“La Comunità di Sant’Egidio,riconosciuta come Associazione Internazionale laicale della Chiesa Cattolica è stata fondata nel 1968 a Roma e svolge la propria attività oltre che in Europa,nei continenti dell’Asia, dell’Africa e dell’America. Dalla preghiera comune alla comunicazione del Vangelo,dal servizio ai più poveri alla valorizzazione della pace o al suo perseguimento;essa oggi rappresenta un punto di riferimento internazionale. Si pensi –dice il Presidente del Consiglio Grufi- solo per citarne alcune,alle azioni sostenute per il popolo del Mozambico, de El Salvador,alle opere in Albania e in Kosovo o ancora alle iniziatve a sostegno della Repubblica Democratica del Congo, del Pakistan o del Malawi”.


Alla Comunità di Sant’Egidio, si è aggiunta la presenza di Amnesty International con il rappresentante del Gruppo O50 di Macerata Giorgio Marcolini.”Il video proiettato sulle principali pene di morte utilizzate nei diversi Paesi del mondo ha lasciato sgomenti gli studenti presenti ma anche tutta la platea che assisteva al convegno,compresi i relatori, suscitando in tutti un sentimento di profondo disprezzo per uno strumento che ormai è “desueto” e non ha alcuna efficacia di fronte ai criminali, e che nello stesso tempo lascia fortemente perplessi rispetto la veridicità della colpevolezza del reo,considerati gli studi e i riscontri avuti a livello internazionale grazie alle numerose associazioni che si impegnano per la salvaguardia dei diritti umani”.


Brillante la relazione della Prof.ssa Angela Cossiri dell’Università degli Studi di Macerata che ha ripercorso le motivazioni storiche della scelta da parte di molti Paesi della pena capitale,ma soprattutto le ragioni giuridiche,sociali e filosofiche perché queste sono una scelta che non trova supporti dal punto di vista della risoluzione della criminalità,della certezza della pena;né tantomeno per quanto concerne la rieducazione del reo,principio sostanziale dell’ordinamento italiano e nello specifico della Costituzione o del codice penale vigente.


Efficace inoltre l’intervento di Don Ariel Veloz Mendez,Direttore dell’Ufficio della Pastorale Sanitaria della Diocesi di Macerata sulla centralità della persona,sull’attenzione che dovrebbe essere posta dalle Istituzioni a tutti i livelli sui diritti umani ed in generale sul diritto alla vita,come dono di Dio,sul quale l’uomo non dovrebbe e non potrebbe far calare la scure di una scelta particolare e solo per questo fallace.


“La nostra Costituzione- nella sua prima parte- contempla i diritti ed i doveri fondamentali dei cittadini,in generale ha una struttura,voluta dai padri costituenti che si caratterizza per la centralità della persona in ogni sua espressione e caratterizzazione, e conseguentemente, per la valorizzazione della stessa nella società a cominciare dalla prima forma di società civile: la famiglia. Con la persona siamo chiamati a tutelare e rispettare il creato. Solo così saremo veramente capaci di essere costruttori di pace.Per tale motivo ho inteso allacciarmi al messaggio di Sua Santità il Papa Benedetto XVI° che in occasione della celebrazione del 1° Gennaio ,Sua Eminenza il Vescovo di Macerata Mons.Claudio Giuliodori ha inteso consegnarci un messaggio per la celebrazione della giornata mondiale della pace che lega inscindibilmente i diritti umani con la custodia del creato quale vero impegno verso la risoluzione della pace tra le genti “.

da Massimiliano Grufi
Presidente del Consiglio Comunale Recanati






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-01-2010 alle 17:14 sul giornale del 22 gennaio 2010 - 704 letture

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