Nuovi dirigenti in provincia: per Pantanetti decreto non conforme

giulio pantanetti 5' di lettura 12/02/2010 - Con il decreto n. 2 del 21 Gennaio 2010 sono stati conferiti  nuovi incarichi dirigenziali. Premesso che la legge attribuisce al Presidente la possibilità di conferire gli incarichi dirigenziali, nel contempo, però, ne determina condizioni e procedure. Il decreto di conferimento, sotto quest\'ultimo aspetto, appare non conforme alle norme, lacunoso, contraddittorio, non motivato e pertanto ritengo necessario, al fine di una maggior comprensione dei presupposti giuridici e delle motivazioni alla base scelte effettuate, interrogare il Presidente della Provincia su quanto segue

1. Innanzitutto si chiede di conoscere il responsabile dell’atto istruttorio: il Segretario reggente? Il Dirigente del settore Personale? Altri Dirigenti? Lo stesso Presidente?


2. Quindi si chiede di conoscere i motivi per cui ancora non si è giunti alla nomina del segretario della Provincia, essendo da tempo inutilmente trascorsi i 4 mesi previsti dalla legge e dopo aver surrettiziamente e senza alcun motivo plausibile rinnovato la procedura?


3. Il decreto prende le mosse da una presunta necessità di rivisitazione del precedente del dicembre 2008 e valido per due anni, sulla base di motivazioni contenute nella lettera del 4/11/2009 – Procedure di conferimento degli incarichi… - , nella quale si fa esplicito riferimento all’annullamento di tale atto. In primo luogo, considerando che non si capisce il significato giuridico del termine rivisitazione, si chiede di conoscere se il decreto 33/2008 sia stato annullato. In tal caso gli effetti giuridici ed economici da quando decorrono? Diversamente, malgrado quello che viene scritto, si tratta di un atto nuovo che interrompe l’incarico con le conseguenze che ne derivano: richiesta di danni, pagamento della clausola di salvaguardia prevista dal contratto e di ulteriori danni che potrebbero essere richiesti. E’ stata quantificata la spesa occorrente per far fronte agli oneri derivanti dalla clausola di salvaguardia e di eventuali richieste di danni? Non solo, visto che è a conoscenza che sotto questo profilo si è espressa negativamente la stessa Corte costituzionale, come riportato in una sua nota stampa, perché nei fatti ha proceduto alla revoca (interrompendo e cambiando gli incarichi previsti dal decreto 33/2008)? Perché non ha tenuto conto delle motivazioni della Corte costituzionale, indicate nella sentenza da lei citata, e cioè la valutazione dei risultati conseguiti? Anzi è andato contro di essi. Come fa allora a parlare di imparzialità dell’azione amministrativa e separazione dell’indirizzo politico dalla gestione tecnica, se decide di revocare (interrompere) incarichi contro gli ottimi risultati ottenuti?


4. Mi permetta una digressione sulla sua lettera del 4 Novembre 2009 e sulla palesata volontà di annullare il decreto 33 del Presidente Silenzi. Di quale consulenza giuridica si è avvalso nello scriverla? Ha valutato a quali rischi esponeva la Provincia nel contenzioso giuridico? E’ a conoscenza che la sua lettera è stata prodotta in giudizio contro la Provincia? Con il decreto 2/2010 non crede che sia avvenuta la stessa cosa?


5. Le presunte irregolarità del precedente decreto sarebbero consistite in una mancata procedimentalizzazione (?), mancata declinazione delle caratteristiche individuali della dirigenza, mancanza di ponderazione e valutazione comparativa in relazione ai programmi da realizzare. Ora si chiede di sapere se per procedimentalizzazione si sia intesa la richiesta ai dirigenti di quale settore avrebbero voluto dirigere? Se così fosse non mi sembra di scorgere innovazione rispetto alla precedente amministrazione, che prima di ogni decisione ha sempre incontrato ogni singolo dirigente? A meno che non si intenda per procedimento corretto accontentare i desiderata dei dirigenti? Se invece si tratta di una scelta dell’amministrazione si chiede di conoscere le valutazioni comparative effettuate delle quali nel decreto 2/2010 non vi è traccia alcuna. Si chiede anche di conoscere le caratteristiche individuali prese in considerazione, osservando che nel decreto si fa generico e tautologico riferimento alla qualificazione posseduta e all’esperienza acquisita (che sembra veramente poco)?


6. L’altra motivazione della scelta di interrompere l’incarico prima della scadenza è “per realizzare una strutturazione dell’organizzazione più aderente alle reali necessità…” (opportunamente si omesso di precisarne il soggetto: necessità di chi?). Ora questa nuova organizzazione è attualmente solo nella testa del Presidente, non avendo né il Consiglio provinciale approvato i criteri, né essendo stata sottoposta alla preventiva concertazione sindacale, né essendo stata approvata dalla Giunta. Ora motivare un atto con qualcosa che non esiste, non sembra anche a lei giuridicamente poco fondato?


7. Lo stesso può dirsi in relazione alla migliore attuazione dei programmi della Provincia. Ad oggi il Consiglio provinciale ha approvato solo le Linee programmatiche di mandato che hanno solo valore politico; manca non solo un riferimento al Piano esecutivo di gestione (PEG), ma alla stessa programmazione triennale, alla base, stando alle motivazioni decreto, delle scelte effettuate.


Cordiali saluti Giulio Pantanetti Consigliere Provinciale del Partito Democratico


da Giulio Pantanetti
Consigliere provinciale del PD




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-02-2010 alle 16:18 sul giornale del 13 febbraio 2010 - 908 letture

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