Pigliapoco: una riforma oltre la calunnia

giuseppe pigliapoco 6' di lettura 12/02/2010 - Gli osservatori internazionali non finiscono mai di stupirsi quando trattano le questioni italiane sia nel bene che nel male. Gli Italiani sono un popolo anomalo e strano rispetto alle consuetudini di vita degli altri paesi. Anche gli stessi italiani non possono non avvertire la rassegnazione di non poter mai trascorrere la vita nella normalità e nella concordia.


Nella cosiddetta Prima Repubblica il malcostume politico diffuso che arrivava ad ammalorare sin dentro le midolla lo Stato e lo stesso vivere civile di ogniuno di noi dipendeva essenzialmente dal voto di scambio e di qui concorsi ed appalti truccati , elargizioni a pioggia e genuflessioni a non finire verso i vassali dei partiti.

Per superare , almeno in parte,quella stagione e quelle incrostazioni di costume che si erano create, non sono bastate le bordate della Lega Nord,i processi di Mani Pulite e fors\'anche neppure lo stesso referendum che ci ha allontanato dal sistema elettorale delle preferenze. Il sistema politico e il sistema civile hanno iniziato a dare qualche segnale di cambiamento allorchè si è arrivati a perre mano alle modifiche dell\'art. 416 bis del C. Penale e alla introduzione dell\'art. 416 ter del C. P. per punire il voto di scambio .

Oggi il marcio di quella stagione e del suo malcostume che è stato purtroppo conservato come fosse il seme fertile di qualche partito sopravvissuto alla strage di allora , si ripresenta in altre sembianze . Non vi può essere più la lotta politica attraverso il voto di scambio ma si può escogitare in ogni momento di neutralizzare gli avversari attraverso tanti sistemi ed uno di essi è quello di costruire castelli mediatici diffamatori con il sigillo degli avvisi di garanzia . Per tacere del fatto che spesso dietro a tale malcostume non si copre solamente un interesse di potere ma , vieppiù, privilegi e la protezione di affari inconfessabili degli amici allineati nella cinghia di trasmissione .

E\' il perpetuarsi del sistema delle scosse, di cui anche si è fatto cenno, che sembrano richiamare, con una qualche similitudine, ai sistemi della la STASI o del KGB .

I fatti hanno dimostrato che il trucco è ritenuto alquanto suggestivo da coloro che hanno il privilegio di avvalersene e decantarlo con tanto di orgoglio giacobino ma è inevitabilmente devastante per tutti coloro che si trovano malcapitati nella sventura o nella trappola di subirlo .( Vogliamo fare degli esempi ? ...E\' Meglio di no ..)

A questo punto va posta la riflessione se tra le maglie del nostro sistema penale possa tranquillamente incunearsi tanta impunita malvagità attraverso un uso così distorto e peregrino dell\'apparato giudiziario o se, al contrario , non ci sia un modo che individui in tali comportamenti delle esemplari fattispecie delittuose per le gravi ripercussioni che si determinano sulla persona aggredita e sulla stabilità dello stesso sistema democratico .

Poiché l\'Italia o , meglio , l\'idea comunista della politica non finisce mai di stupire , appare urgente porre mano a qualche ritocco del Codice Penale anche sotto l\'aspetto dell\'aggravante associativa .

Va premesso che anche al cosiddetto pentito , a cui è stata permesso con tanta disinvoltura di costruire castelli di accuse , difficilmente quando , con tanta e sovrumana fatica difensiva è stato smentito, è stato tratto a giudizio per il reato di calunnia che , d\'altro canto, neppure essi stessi pentiti hanno mai temuto perpetuando addirittura il loro\' animus\' mafioso .

Le maglie larghe delle iniquità trasparenti sembrano allargarsi al punto che appare impensabile trovare nella sistematicità delle nostre norme penali qualche correttivo efficace.

Ma qualche cosa forse si può fare solamente se, ragionando per raggiungere qualche risultato, avessimo anche l\'accortezza di non strafare pericolasamente vanificando la stessa riforma .

Mi domando se per ipotesi all\'art. 368 del C. P. ( Calunnia ) aggiungessimo semplicemente un altro comma dal seguente tenore : “ Risponde dello stesso reato e soggiace alle stesse pene chiunque con atti, azioni o avvalendosi di dichiarazioni non correttamente riscontrate e comprovate attenti alle atrui libertà individuali e alla altrui reputazione , salvo il più grave reato che venisse ravvisato di cui all\'art. 416 bis del C. Penale “ potessimo trovare una risposta per tanti saputelli dei salotti televisivi.

Credo che se vogliamo ancora pensare alla validità di un sistema democratico non possiamo fare a meno di stare tutti , anche gli apparati dell\'Autorità Giudiziaria, entro i confini del rispetto , della correttezza e della lealtà .

I reati di ingiuria e diffamazione attengono ad aspetti meno significativi rispetto al grave allarme sociale che viene a determinarsi invece attraverso quella che viene percepita e fos\'anche lo è , una persecuzione giudiziaria costruita anche mediaticamente su illazioni o presunzioni lontane dalle realtà dei fatti .

Se volessimo definire meglio la portita delle illegalità e chiudere definitivamente anche con le stravaganze sulla stessa gestione della cosa pubblica potremmo spostare i livelli di guardia sia dal lato della tutela delle maggiori e più importanti cariche dello Stato aggravando le pene per i reati commessi nei confronti dei pubblici ufficiali come dirigenti .parlamentari e ministri , così come appare alltrettanto necessario che vengano aggravate le pene per i reati eventualmente da essi commessi .

E\' evidente che il reato di concussione , corruzione ed atri reati contro la P. Amm/ne non siano della stessa importanza e gravità se commessi da un Vigile Urbano o da un Dirigente o da un Parlamentare così come , d\'altro canto, l\'offesa recata all\'uno non ha la stessa importanza e gravità se recata all\'altro .

Anche la inosservanza all\'obbligo di denuncia di cui all\'art. 361 del C. Penale a carico dei Pubblici Ufficiali , che a causa del loro ufficio o servizio siano venuti a conoscenza di reati perseguibili d\'ufficio , non può essere soggetta alla misera multa di Euro 30 ; sembra quasi che il sistema sia stato orientato ad essere connivente con quelli che sono , nella logica in cui un pubblico Ufficiale deve agire , degli autentici reati di favoreggiamento .

Insomma , se vogliamo migliorare la nostra esistenza e quella degli altri dobbiamo dimenticare per sempre le ideologie che ci confondono la mente e non ci fanno capire che la democrazia è altro rispetto a quello di cui stiamo assistendo attoniti ed impotenti per evitare il peggio .





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-02-2010 alle 17:05 sul giornale del 13 febbraio 2010 - 904 letture

In questo articolo si parla di politica, macerata, giuseppe pigliapoco





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