Esanatoglia: l’arredamento futurista di Ivo Pannaggi per Casa Zampini

futurismo 4' di lettura 17/02/2010 - Presentato ieri a Roma al Teatro dell’Acquario Romano il film documentario “ Casa Zampini e Ivo Pannaggi ” di Massimo Angelucci Cominazzini

Il documentario è stato l’occasione per mostrare il punto di arrivo del progetto sul futurismo che coinvolge Casa Zampini di Esanatoglia, con il suggestivo arredamento in stile futurista progettato da Ivo Pannaggi. Il documentario è parte integrante del Progetto sul futurismo, che raccoglie i contributi di architetti e storici dell’arte, oltre alla preziosa collaborazione dell’Istituzione Macerata Cultura Biblioteca e Musei.


La pellicola, diretta da Massimo Angelucci Cominazzini, docente di Regia del documentario all’Accademia di Belle Arti di Macerata, è stata affiancata da uno spettacolo teatrale, liberamente ispirato alle serate futuriste, che avevano una struttura di previsto ed imprevisto, dove il primo indicava la declamazione di poesie e manifesti e il secondo la reazione del pubblico, battibecchi e risse. Il progetto è stato attuato tra settembre e dicembre 2009 con la presentazione del documentario ed incontri d’approfondimento sul futurismo.


Il documentario su Casa Zampini sarà poi editato in un dvd che sarà presentato insieme ad una breve pubblicazione del lavoro svolto contenente anche notizie inedite, o anche solo sepolte nelle memorie, trovate durante le ricerche di documentazione di tutto il progetto.

Notizie sul documentario tratte dal sito www.casadellarchitettura.it


Il documentario \"Casa Zampini e Ivo Pannaggi\" per la regia di Massimo Angelucci Cominazzini, raccoglie testimonianze e documentazione sulla complessa figura artistica di Ivo Pannaggi (Macerata 1901 - 1981) pittore futurista, rappresentante dell\'avanguardia artistica del \'900, artista poliforme, creatore di scenografie, costumi, poesie. Nel 1926 progetta gli arredamenti di Casa Zampini ad Esanatoglia con influenze stilistiche delle correnti artistiche europee più avanzate dell\'epoca, è architetto in Norvegia nel dopoguerra dove porta istanze della scuola Bauhaus che frequenta negli anni \'30.

Il documentario raccoglie il lavoro di più di un anno di ricerche e contiene le più recenti riprese degli ambienti superstiti di Casa Zampini ad Esanatoglia, una possibilità esclusiva di vedere gli arredamenti progettati da Pannaggi essendo la casa privata e chiusa per gran parte dell\'anno. Il documentario contiene inoltre novità ed aggiornamenti rispetto alla documentazione sviluppatasi in questi ultimi anni su Ivo Pannaggi, come notizie riguardanti le sue origini e ritrovamenti di documenti fino ad ora sconosciuti; attraverso interviste ad architetti, studiosi delle opere di Pannaggi e ai familiari emerge un nuovo e diverso quadro delle attività e della personalità dell\'artista marchigiano.

Casa Zampini e Ivo Pannaggi, documentario durata 80 minuti

Produzione: Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Macerata, Istituzione Macerata Cultura Biblioteca e Musei

in collaborazione con: Comune di Esanatoglia, Accademia delle Belle Arti di Macerata, Ficc-Federazione Italiana Circoli del Cinema, Ordine degli Architetti di Roma.

Regia: Massimo Angelucci Cominazzini, Direttore della fotografia: Cesidio Vespa, Montaggio: Piero Mollaioli,

Soggetto e Sceneggiatura: Massimo Angelucci Cominazzini

Ivo Pannaggi nasce a Macerata il 28 agosto 1901. Frequenta gli studi classici ma presto manifesta la sua attitudine per la pittura. Nel 1919 si presenta alla Casa d\'Arte Bragaglia di Roma con due quadri futuristi accolto con entusiasmo da Marinetti e Balla. Iniziano mostre in tutto il mondo e collaborazioni con importanti riviste di cultura italiane. Nel 1922 scrive con Vinicio Paladini il Manifesto dell\'Arte Meccanica Futurista. Collabora come scenografo con il Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia e si iscrive alla Facoltà di Architettura di Roma. Svolge anche un\'attività di grafico pubblicitario, è riconosciuto come uno degli inventori dell\'Arte Postale e un innovatore nel campo poco battuto della caricatura. Nel 1925-26 progetta l\'arredamento di quattro ambienti di Casa Zampini a Esanatoglia (Mc). Seguono mostre futuriste anche in America e nel 1927 decide di presentarsi da Walter Gropius alla Bauhaus che frequenta, senza rinunciare agli impegni artistici internazionali, fino al giorno della chiusura da parte della polizia nazista il 12 aprile 1933. Nel 1936 iniziano viaggi verso la Lapponia, coinvolto dai suoi amici norvegesi conosciuti alla Bauhaus e partecipa anche a importanti spedizioni artiche e antartiche. Dopo il Venezuela e il Brasile, costeggia l\'Africa continuando a collaborare come fotoreporter per importanti riviste italiane. Nel 1939 si sposa con una norvegese, Nini Daae Meinich, dal matrimonio nascono tre figli. Nel 1940 è di nuovo in Germania; da Berlino è corrispondente di notizie di guerra per importanti giornali italiani.

Nel 1942 si stabilisce in Norvegia dove riprende a dipingere e inizia una nuova attività come architetto e designer. Nel 1971,l\'Anticamera Neoplastica di casa Zampini viene trasferita nella Pinacoteca di Macerata. Continua a lavorare per alcuni anni a progetti grafici e artistici. A metà degli anni settanta decide di trasferirsi definitivamente a Macerata. Muore nella Casa di Riposo della stessa città l\'11 maggio 1981.






Questo è un articolo pubblicato il 17-02-2010 alle 12:50 sul giornale del 18 febbraio 2010 - 3821 letture

In questo articolo si parla di arte, cultura, monia orazi, futurismo





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