Pigliapoco: fortuna che Napolitano c\'è

giuseppe pigliapoco 5' di lettura 11/03/2010 - Alle elezioni regionali delle Marche del 2005 si presentò una lista centrista di ex socialdemocratici, di ex repubblicani, di ex socialisti, di ex democristiani e di altri furiusciti dall\'ex Patito Comunista dopo essere stati dilaniati dagli ex compagni ; insomma erano tutti ex e tutti apolidi e rimasti senza patria .

A questa specie di compagine era stato dato il nome di Partito Democratico che , guarda caso e chissà perchè , qualche anno dopo è stato copiato da Fassino e company . Quei giovani o meno giovani ma comunque forti ed arditi , hanno iniziato la campagna elettorale condannando il malgoverno e la inefficienza della Giunta Regionale , il clientelismo a vantaggio degli amici e degli amici degli amici o compagni e , così dicendo, sono stati subito annientati.


Trattandosi di una nuova formazione forse era anche giusto che , a garanzia della serietà delle intenzioni , che questa avesse provveduto a raccogliere un certo quantitativo di firme di cittadini, ma poi la realtà è risultata diversa rispetto alle previsioni che chiunque si sarebbe immaginato : per le firme qualche problema non avrebbe potuto non esistere non avendo alle spalle gli sherpa o i giannizzeri di partito, ma quello che diede un bel da fare era trovare un consigliere provinciale, che non potendo essere che appartenente a tutt\'altri partiti che tutto avrebbero voluto fuorchè la presenza di una lista outsider , fosse disposto ad autenticarci le firme raccolte e , meno che mai , ad autenticarle(si fa per dire ) ex post raccolta e, soprattutto , sulla fiducia ,così come è avvenuto da sempre per tutti i partiti, quando se ne è presentata la necessità , in ogni tipo di elezione .


Trovandoci ovviamente alle strette negli ultimi giorni utili per il deposito, non so chi e per quale ragione ( senza poter riferire ciò che il sottoscritto pensa ) la nuova compagine è stata trascinata in un baratro anticipato e la fine è stata che trovandosi esclusa in una o due provincie su quattro (o cinque) ,non esisteva ormai più la possibilità della competizione : sicuramente sono state giuste le decisioni ma basta capire che la rovina di un piedistallo comporta che tutto il castello vada in frantumi o, comunque rimanga malfermo sulle fondamenta.. Il sottoscritto portò regolarmente il suo quantitativo di firme che a fatica riuscì a far autenticare ( si fa per dire ) e venne poi quasi snobbato come a dire che tanto scrupolo non era mai servito in passato.


Tutto il racconto per spiegare che raccogliere le firme per le vie , le piazze, piove o non piove ,nei circoli e nelle bocciofile è veramente qualcosa di improbabile ; autentica a parte . Capitò anche che per puro caso ci accorgemmo che mancava qualche timbro su qualche pagina e via a ritornare indietro a notte fonda a buttare a tutti i costi dal letto l\'autenticatore, accada quel che accada. Insomma tutto sembra surreale ma è così e se poco poco ti poni il punto di vista della valenza democratica di ciò che si è costretti a fare , devi subito raccogliere tutte le tue forze psicologiche per superare la pantomima che , da persona adulta , stai vivendo .


Di quella pantomima non gliene potrebbe importar di meno all\'Illustre Dr. On.le Di Pietro Antonio il quale prima sostiene che non è accettabile vincere a tavolino ,(come se vincere a tavolino.. anche con le attuali norme elettorali e quelle che regolano la vita parlamentare in un consesso regionale o di altra natura fosse possibile e soprattutto costituzionale ) , ma una volta che si accorge che a tavolino non si può più vincere perchè la Polverini è stata riammessa, grida allo scandalo e scende in piazza contro il Presidente Napolitano che ha pensato bene di superare in un modo accettabile e civile la critica situazione che si è venuta a creare per la lista del PDL .


Forse Di Pietro aveva pensato che avrebbe potuto vincere senza neppure il premio di maggioranza non essendoci una opposizione, oppure quand\'anche immaginado, strategicamente , che superate le elezioni a tarallucci e vino con una affluenza alle urne anche immaginabile (15/30 % ? Se tanto vinci tu o tanto vinciamo noi ? )gli altri sinistri sarebbero andati in maggioranza e lui all\'opposizione dopo aver diviso il premio di maggioranza che , in realtà , sarebbe stato poi anche un premio di minoranza;tutto ciò per rimanere nel fantasioso ovviamente ma non troppo. Caligola sarebbe stato più meticoloso ed avrebbe consigliato ai Di Pietro- Bonino di fare lo sciopero della fame perchè così sarebbero stati più credibili.


Insomma sembra che nella regione Lazio ci sia stato sempre un bluff elettorale se si pensa che una volta la Mussolini , tovatasi esclusa dalla competizione con le solite firme, fece sciopero, non ricordo di che , e si chiuse in un camper ;un\'altra volta la Bonino, che oggi fa la preziosa , ottenne un bel decreto che il Presidente Scalfaro si affrettò a firmare a sangue pur di salvarla ; oggi tocca al PDL perchè il presentatore, che era da diverso tempo in fila ,si è allontanato momentaneamente, almeno si dice, per un panino ; forse per non dire che era andato al bagno che invece gli avrebbe permesso di essere scusato ed essere ammesso .


E\' il normale guazzabuglio all\'Italiana in cui per giunta è sempre chiamata la Magistratura a metterci una sigillo laddove , a ben vedere , un sigillo non si potrebbe mai neppure mettere . L\'unico sollievo viene da una unica considerazione : fortuna che ancora Napolitano c\'è .






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-03-2010 alle 16:10 sul giornale del 12 marzo 2010 - 547 letture

In questo articolo si parla di politica, macerata, giuseppe pigliapoco





logoEV