Verso una Scuola Normale, la storia di Villa Lauri parte seconda

3' di lettura 11/04/2010 - "…Del tè delizioso, importato dall'Inghilterra, e latte ancora più delizioso, appena munto, con pane e burro, e biscotti di ogni genere, ci furono servita da un imponente maggiordomo in una parte del giardino dove fiori rari e felci crescevano fra le rocce portate lì apposta. Era quasi troppo inglese, e dovevo guardar fisso il Gran Sasso e più vicino le viti e gli ulivi per ricordarmi che non mi trovavo in qualche ben curata proprietà inglese.

Ma la casa, per quanto perfetta nel suo stile, non era affatto inglese. Era sistemata per proteggere dal caldo piuttosto che dal freddo,; era infatti una abitazione estiva. C’era la sala del bigliardo, la sala per giocare a carte, il salotto per fumare, la sala di lettura, la stanza da bagno, tutto ciò che una comitiva maschile poteva desiderare. I mobili erano nuovi, graziosi e di buon gusto, e tutto in perfetto ordine. Però mancava quel calore di luogo abitato che quasi ogni casa inglese possiede, anche senza la presenza di una donna. Agli italiani piace la pulizia, la precisione, l’ordine, anche se sono troppo pigri per imporli, ma non ne ho mai incontrato uno che tenesse a quel certo senso di calda intimità che in inglese si esprime con la parola cosiness.


Questo non era un palazzo, era piuttosto un cottage di stile ornato, e non si può dire che le comodità fossero state trascurate ma ai miei occhi inglesi qualcosa mancava. Se il conte si era dato premura di rendere la nostra visita piacevole, egli ebbe almeno la soddisfazione di vedere che le sue pene non erano state inutili; perché i bambini saltavano intorno esclamando: «Oh, quant’è bello!» e ogni novità loro mostrata suscitava la loro gioia. Per cui non c’è da meravigliarsi se furono dichiarati deliziosi; e ci separammo, soddisfatti di noi stessi e l’un dell’altro.


Deve essere piacevole veder realizzato il desiderio della propria vita. Il conte è ormai vecchio, e solo adesso, appena adesso, ha completato la sua villa, col suo giardino che coronano il lavoro di quarant’anni: Ma al piacere si mescola una punta di amaro. Non può aspettarsi di goderne a lungo. Un altro godrà di ciò che egli ha compiuto, ed egli non sa chi, perché non ha parenti stretti e non ha ancora deciso a chi lasciare il suo piccolo paradiso.


Il conte in questione Tommaso Lauri (Sindaco di Macerata, Senatore per censo, e Presidente della Provincia moriva nel 1894, dopo aver investito otto lustri della propria vita per costruire questo luogo dell’amore. Dalla descrizione della Margaret Collier si possono ricavare tutti gli elementi originari del giardino di Villa Lauri che nonostante le varie vicende era arrivato intatto ai giorni nostri. Del giardino, infatti, fanno tuttora parte diversi edifici di stile eclettico: la Torre Belvedere, la Capanna dello Zio Tom e il Tempietto. Tutti questi edifici sono collegati attraverso vialetti immersi nel verde in un bellissimo giardino abbandonato dove sono presenti numerose specie vegetali: acacie, sequoie, roverelle, tigli, lecci, lauri, pini, ippocastani, cedri, cipressi, abeti rossi e bianchi, palme, corbezzoli e altri.

(continua)






Questo è un articolo pubblicato il 11-04-2010 alle 16:44 sul giornale del 12 aprile 2010 - 627 letture

In questo articolo si parla di cultura, macerata, gabor bonifazi, architetto





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