Pigliapoco: non sapevo parlare d'amore

giuseppe pigliapoco 6' di lettura 19/04/2010 - Quando non hai nemmeno diciotto anni e ti senti già coinvolto in incontri ed esperienze politiche,ti sembra di essere già diventato importante;ti senti già coinvolto nella costruzione di un futuro e che sei in prima linea contro quanti vorrebbero con false ideologie lontane dalla realtà sopprimere le tue verità .


Gli approfondimenti politici sono tali che ti senti trasportato su un treno che è in corsa ; non sai dove sei diretto ma sai che sei in corsa è già questo basta .

Ma quando tornavi a casa dai toui incontri e ti sentivi chiedere da tuo padre : “ Dimmi un po' di che cosa avete parlato e di che cosa ti sei informato “, cominciava il difficile :dopo un resoconto fedelissimo ( chi non ricorda della svolta di San Ginesio della DC ) una risposta lapidaria mi tramortiva : “pensavo che avessi appreso qualcosa , di tutto quello che dici non ho capito niente ; domani sera dobbiamo vedere insieme qualcosa in ufficio . Mentre un campanone così suonava ,un'altra campanella dai rintocchi più leggeri e soavi replicava : “ ma anche lui dovrà fare le sue esperienze “.”Si certamente “ era la risposta e soggiungeva : “ Ma io che ho fatto la guerra e la prigionia non ho insegnato a tuo figlio a parlare d'amore “. ( con qualche altra leggera ..inflessione ma quella era la canzone ).


In effetti era vero , non sapevo parlare d'amore ; fino ad allora appena diciottenne , avevo fondato , insieme ad altri, la Pro Loco del mio paese e quel gran galantuomo che era il Notaio Lorenzelli allora Sindaco ,nel predisposrre l'atto costitutivo fu dispiaciuto di non poter inserire il mio nome perchè ero minorenne ( allora occorreva 21 anni ) e già avevo fatto indigestione di cognizioni sulle cambiali , le tratte , il Conto corrente , castelletti e scoperti di conto corrente , mutui e tant'altro ancora .


Sempre in quei tempi un coetaneo , che già aveva capito come atteggiarsi a professionista della politica e che , scimmiottando ,aveva acquisito delle soddisfacenti fraseologie di buon sofista , dopo un bel discorso di venti minuti che mi sembrava di dover invidiare , ebbi la inconsulta prespicacia di domandargli :”Scusami tanto ,non te ne avere a male , mi vuoi spiegare che cosa in sostanza volevi dire ? “ e lui con sorpresa mi ha risposto : “ Sai ,vuoi proprio che te lo dica ? Sono sincero : non lo so nemmeno io . Andiamo fuori a prendere un gelato “. Ed io :” Ma si andiamo a prenderci un caffè “.


Un altro amico che oggi è un collega ed è un navigato politico, ma allora era appena maggiorenne per diventare un sindachetto di un paesetto di montagna , fece in quella occasione un intervento che mi sorprese ed ammirai veramente perchè la sostanza era che non si poteva fare sempre discorsi astratti quando lui tutti i giorni aveva a che fare con le disfunzioni di un comune in cui il Vigile Urbano doveva fare il messo ( e fin qui ci stava )ma doveva fare anche il cantoniere ed il necroforo : ma il suo discorso , non aveva , fortunatamente , una conclusione perchè allora era troppo giovane : se vesse detto che il suo comune era meglio che fosse diventato la frazione di ... ecco che si sarebbe tagliato le gambe da solo . Ha fatto carriera politica perchè oggi è molto diverso da allora avendo capito come e quando distinguere i fatti dalle chiacchiere (per carità non come S, Agostino quando era avvocato e non era santo e diceva :” Questi sono fatti e non sono chiacchiere “ – mentre era che le chiacchiere ripetute finivano per diventare fatti per coloro che ascoltavano passivamente) .


In Italia non è mai esistita una vera democrazia perchè hanno sempre avuto la meglio e spazio i professionisti della politica o , per meglio dire , i sofisti e le chiacchiere (chi non ricorda la teoria delle convergenze parallele o quella più bella e più recente del centro-sinistra con il trattino o senza ) anziché i sindachetti veri e genuini come quello sopra indicato o comunque gli amministratori di sostanza .


Di qui l'anomalia Berlusconi che per noi ha un significato ma per i politici navigati ne ha un altro in quanto il Berlusconi ed il berlusconismo , come viene tacciato , è quel sindachetto portato all'ennesima potenza che da tanto fastidio o il tentativo di costruire una politica con veri amministratori che l'elettorato poi premia ( L'esempio di Vendola , della Lega Nord e come tanti altri esempi che si registrano anche nel nostro territorio ,insegnano ma eliminano dal gioco politico tanti altri ) e non le chiacchiere dei sofisti che poi si sentono quasi o tacitamente orgogliosi della monnezza di Napoli e di tante altre realtà ingovernabili .

Ora , al fine di dare maggiore compiutezza al ragionamento che si è venuto sopra a declinare , viene spontaneo domandarsi perchè il Presidente Fini da tempo flerta con Casini e D'Alema e non sarà che questo incestuoso intrallazzo non sia la dimostrazione che il sofismo del professionismo della politica si stia compattando onde paralizzare sul nascere qualche riforma a loro scomoda ma concreta per il paese ? E la riforma più scomoda di oggi sul tappeto per il professionismo politico, che da più lustri è sprofondato in poltrone da cui non vorrebbe mai rialzarsi , sembra essere quella della riduzione dei parlamentari ; il resto della discussione della architettura costituzionale su cui si fanno mille e più ipotesi odiose e tant'altro ancora di ozioso sembrano invece delle finte schermaglie devianti rispetto al cuore del problema di cui ho detto.


Su tale questione è già intervenuto ( e non a caso ) un referendum sciagurato per eliminare una legge che ,quand'anche fosse stata imperfetta , avrebbe comunque consentito alla nostra democrazia di fare qualche passo in avanti portando in parlamento sicuramente altre teste ed altre capacità .


Quanto detto a me sembra che siano fatti ; le chiacchiere destabilizzanti di Fini si tradiscono da sole così come , senza alcuna traduzione si commentano da sole,in un quadro però penalmente rilevante, quelle di D'Alema pronunciate ad Arezzo (in cui sembra abbia detto, almeno così riporta l'articolista ) : "Il Governo non si batte con i giudici (o i Pm)" come se il suo partito ha avuto ed ha a che fare con la strumentalizzazione dell'apparato Giudiziario . Grazie D'Alema per la tua inusitata confessione che è da portare immediatamente alla attenzione della Procura Nazionale Antimafia o , meglio, innanzi al Tribunale penale di Strasburgo ove è finito Milosevic . Non ti preoccupare per la risposta perchè quello che dovresti confessare non lo confesserai mai ad un Procuratore della Repubblica.


Sarebbe stato meglio che, anziché cambiare nome , così come avete fatto, avreste cambiato la testa .
Questi mi sembrano fatti e non chiacchiere .





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-04-2010 alle 19:01 sul giornale del 20 aprile 2010 - 572 letture

In questo articolo si parla di attualità, macerata, giuseppe pigliapoco





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