Abbadia di Fiastra nella guida ai musei in collina

guida ai musei in collina 3' di lettura 21/07/2010 -

Dal cuore verde della riserva parte la prima divagazione per colline: una tipica strada della viabilità minore, che dal fondo valle sale rapidamente e poi si assesta correndo su un crinale fino a raggiungere Petriolo. Il piccolo paese di Petriolo è un buon esempio delle sorprese che possono riservare questi minuscoli "centri minori".



Ancora racchiuso entro la cerchia muraria, il tessuto urbano di impianto medioevale si rinserra attorno alla deliziosa piazza-belvedere, dalla quale si gode uno stupendo panorama e dove affacciano gli edifici più importanti: il Municipio, la chiesa di San Martino e Marco e il Santuario della Madonna della Misericordia. Nel 1496 era solo una cappella dedicata alla Madonna della Misericordia, come vediamo oggi è opera settecentesca (1780-87), dell´architetto Pietro Augustoni da Como: la semplice facciata a due ordini è arricchita da opere moderne: le statue dell´Annunziata e dell´Arcangelo (1951) in due nicchie ai lati del finestrone dell´ordine superiore, e il portone a due ante con rilievi in rame sbalzato (1979) del Prof. A. Luchetti di Macerata.

L´interno a navata unica, di elegante gusto neoclassico, conserva nell´abside, entro un sontuoso altare in legno dorato, la statua lignea della Madonna col Bambino. Sulla controfacciata, un trittico ad affresco (1920-21) di Ciro Pavisa (1890-1973) racconta, in una pittura fresca e ariosa, la tradizione popolare relativa alla statua. Nei locali adiacenti alla chiesa, eretta in Santuario nel 1954, è allestito il Museo dei legni processionali. La Madonna col Bambino di Giovanni Antonio Aquilano La notizia in oggetto, peraltro ripetuta identica per opere simili in altri luoghi, racconta che, transitando nel 1525 per Petriolo la statua su un carro, proveniente dall´Abruzzo, i buoi si impuntarono davanti alla chiesa di Santa Maria della Misericordia, né vollero proseguire, indicando con ciò la volontà della sacra immagine, che fu collocata nell´abside della chiesa e ivi rimase in tutte le successive trasformazioni. Quando la statua fu restaurata nel 1985, vennero in luce sul suo basamento la data 1525 e la firma dello scultore, Giovanni Antonio da Lucoli, in Abruzzo, detto Aquilano: significativa coincidenza con la tradizione locale, e precisa conferma del documentato afflusso di opere e artisti, in particolare scultori, dall´Abruzzo nelle Marche.

L´opera, di alta qualità e perfettamente conservata, raffigura la Vergine, avvolta in un sontuoso mantello dorato e assisa su un faldistorio all´antica, in atto, le mani giunte e il volto dolcemente inclinato, di affettuosa adorazione del Bambino addormentato sulle sue ginocchia. La statua del Bambino, andata perduta in un incendio nel 1539, è stata sostituita dall´attuale (1954), opera dello scultore ungherese Giulio Tommasy. La fortuna di questa iconografia, molto diffusa dal Quattrocento anche in pittura, trova a Petriolo una testimonianza in un affresco (1490) attribuito a un pittore che ritroveremo a San Severino, Lorenzo d´Alessandro, nella piccola chiesa di Santa Maria del Soccorso.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-07-2010 alle 17:04 sul giornale del 22 luglio 2010 - 598 letture

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