Tolentino: al Giardino del Caffè Letterario l’incontro con lo scrittore Erri De Luca

libri 2' di lettura 27/07/2010 -

Grande attesa al Giardino del Caffè Letterario della Biblioteca Filefica per l’incontro con il celebre scrittore Erri De Luca. Infatti venerdì 30 luglio, alle ore 19, “Corte Sconta”, ospita la conferenza dal titolo “Il Viaggio Verticale”.



Erri De Luca ama le montagne e arrampica a livelli straordinari. Tra Africa, Francia e Italia, ha lavorato come operaio, muratore, autista di convogli umanitari. Studiando da sé l’ebraico, ha tradotto alcuni libri della Bibbia, infondendovi un tratto inconfondibile. Dal suo primo libro del 1989 “Non ora, non qui” è stato un crescendo di stile e di intensità, con i consensi della critica e del pubblico. Intanto la passione per la montagna ha ispirato nel 2005 una spedizione himalayana con l’amica Nives Meroi, la più forte alpinista del mondo, narrata nel libro “Sulla traccia di Nives”, primo caso italiano di “nozze” alchemiche fra grande letteratura e pratica dell’andare in montagna.

Fra gli altri titoli di Erri De Luca si segnalano “In nome della madre”, “Napolide”, “Morso di luna nuova”, “L'ultimo viaggio di Sindbad”, “Il contrario di uno”. Racconta storie Erri De Luca. Per passione, non per lavoro. "Ho fatto per molto tempo mestieri manuali. E per molto tempo la scrittura è venuta in fondo alle giornate, in contrasto, separata da quelle giornate prese e vendute per salario. La scrittura è rimasta questo per me: il tempo migliore, il tempo salvato, il tempo separato dal resto della giornata. E’ un’attività festiva, non un lavoro".

E la passione del raccontare si sente, risuona in ogni parola, in ogni frase, in ogni aneddoto che si sviluppa, diventa storia, si trasforma in altra storia, porta lontano da dove si è partiti. Racconta la vita, Erri De Luca: "Non sono autore delle storie che scrivo, le pesco dalla vita mia e altrui. So già come vanno a finire perché le ho già vissute o le ho già viste vivere".

Ed è diventato scrittore anche perché è stata inventata la penna biro. Quando alle Scuole Medie gli fu concesso di usarla, al posto di penna e calamaio, provò per la prima volta il piacere dello scorrere della mano sulla carta, il fluire dell’inchiostro che forma le frasi e i racconti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-07-2010 alle 16:38 sul giornale del 28 luglio 2010 - 830 letture

In questo articolo si parla di cultura, tolentino, Comune di Tolentino

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