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Cellule staminali: il futuro delle donazioni in un convegno all'Abbadia

paola tanoni| elio giacomelli 2' di lettura 02/02/2011 -

Il progetto ideato dall’Avis di Colmurano, “Dai Monti Azzurri al cuore dell’uomo”, terminerà sabato mattina, all’Abbadia di Fiastra, con un convegno sulle cellule staminali.



Si chiama “Cellule staminali tra scienza, etica e solidarietà” l’evento chiusura del progetto che è nato con l’Avis di Colmurano (capofila del progetto), e poi esteso a tutte le Avis della Provincia di Macerata, all’Aido e all’Admo, e finanziato dal Centro servizi per il volontariato (Csv) – Marche. Il convegno è stato presentato mercoledì mattina nella sede dell’Avis provinciale di Macerata dalla coordinatrice del progetto Paola Tanoni, e dal curatore scientifico, il dottor Elio Giacomelli.

“L’obiettivo del progetto è stato quello di promuovere sul nostro territorio uno stile di vita sano, poiché mangiare bene e fare attività fisica è il segreto non solo per vivere meglio ma anche per diventare dei donatori – ha detto Paola Tanoni – Con il convegno di sabato abbiamo voluto osare, in quanto il futuro della donazione è ormai nelle cellule staminali e se ne parla ancora molto poco”. Il convegno oltre agli aspetti etico e scientifico punterà su quelli della solidarietà e della testimonianza. Racconterà la sua storia, infatti, la mamma di Francesco Pio, il bambino napoletano di 6 anni che oggi vive grazie a un trapianto delle cellule staminali effettuato in gigante biotech cinese di Bangkok. Queste e tante altre testimonianze al convegno dove interverranno esperti in materia e docenti dei principali poli universitari delle Marche.

“Per ora gli utilizzi delle cellule staminali sono limitati all’utilizzo emopoietico (cioè riprodurre la linea del sangue rappresentata dai globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) – ha spiegato il dottor Elio Giacomelli – ma le prospettive grandi sono quelle delle possibilità future d’intervenire su campi importantissimi, si parla di halzehimer, di morbo di Parkinson, infarto e ictus. Il nostro sogno è costruire un “pacchetto” di cellule staminali che possano riprodursi”. Il dottor Elio Giacomelli è fiero della legge italiana sul cordone ombelicale: “in Italia si possono fare due cose importanti: conservare il cordone ombelicale, e donarlo poi al momento opportuno, oppure inviare il sangue del cordone ombelicale (da cui nascono le cellule staminali) all’estero ad uso personale, in Svizzera ad esempio c’è la banca del cordone ombelicale. Io sono un fautore della legge italiana che permette di farne un uso privato in caso eccezionale. Dunque accantoniamo questo cordone perché tra dieci anni i progressi potrebbero essere tali e tanti che potrebbe tornare utile per un fratello, un figlio, e per tutta la comunità”.






Questo è un articolo pubblicato il 02-02-2011 alle 16:13 sul giornale del 03 febbraio 2011 - 1056 letture

In questo articolo si parla di attualità, giorgia giannetti

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