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Le donne di Macerata si danno appuntamento per protestare contro Berlusconi

donne 3' di lettura 06/02/2011 -

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.



Tante... sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che - va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia - hanno costruito la nazione democratica.

Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.

Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.

Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.

Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.

L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO A MACERATA
Alle ore 15.30 in Piazza Vittorio Veneto (nota come piazza San Giovanni)
PER ADERIRE MANDA UNA MAIL ALL'INDIRIZZO
mobilitazione.donne.macerata@gmail.com


Le adesioni sono già centinaia. Riportiamo di seguito i nominativi del comitato organizzatore e delle prime adesioni:
Angelica Bravi
Annalisa Cegna
Ninfa Contigiani
Emilia Pasqualetti
Francesca Marchetti
Valentina Polci
Claudio Gaetani
Adriana Pallotto
Irma Berdini
Eleonora Tiseni
Elisa Alzapiedi
Marina Pallotto
Lina Caraceni
Eleonora Dottori
Sara Ruffini
Angela Guardiani
Teresa Lambertucci
Carla Bufalini
Rossella Marinucci
FIOM Macerata
Cgil di Macerata
Paola Medori
Filippa Calafati
Anita Pierdomenico
Renata Morresi
Ornella Frizzera
Roberta Sassetti
Maria Francesca Orciani
Sonia Maggini
Chiara Spinsante
Maria Letizia Perri
Maria Grazia Coppetta
Giuditta Chiaraluce
Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Macerata
Valerio Calzolaio
Stefania Monteverde
Osservatorio di Genere
Anpi Comitato provinciale di Macerata
Maila Pentucci
Irene Manzi
Giuseppe Pieroni
Annabianca Zammit


   

da Annalisa Cegna
Mobilitazione Donne Macerata




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-02-2011 alle 20:58 sul giornale del 07 febbraio 2011 - 1541 letture

In questo articolo si parla di donne, politica, macerata, Annalisa Cegna

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