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Preoccupazione dell'Anpo per il futuro della sanità maceratese

sanità 2' di lettura 09/02/2011 -

L'Anpo di Macerata continua ad esprimere profonda preoccupazione per le sorti immediate del sistema sanitario della città e nello stesso tempo esprime soddisfazione per il fatto che l'allarme a suo tempo lanciato dalla nostra associazione primari dell'ospedale di Macerata oramai molti mesi fa sia stato ripreso da tutte le categorie interessate e sia stato anche fatto proprio da qualche rappresentante delle forze politiche.





Dalla lettura dei resoconti giornalistici di questi giorni emergono però alcune incongruenze o tentativi di giustificazione inappropriati che devono essere corretti. In particolare è bene ricordare alla popolazione che alla base di questo lento scadimento della sanità maceratese esistono due grosse cause: 1.

Il primo problema è quello dell'inadeguatezza dei finanziamenti regionali che vedono una distanza abissale tra i finanziamenti alle zone più fortunate e quelli alle zone più sfortunati quali Macerata. € 180 di differenza pro capite significano per Macerata 6.000.000 di euro in meno. Sia chiaro a tutti che 6.000.000 di euro in meno sono minore assistenza sanitaria per questa popolazione!

È bene che la politica locale e regionale si interroghi su queste ingiustizie e la popolazione pure, perché un domani si dia Cesare quello che è di Cesare! 2. A livello locale c'è un altro problema ed è la incapacità di effettuare veri miglioramento e vera riorganizzazione delle strutture presenti. Ancora ci si dedica a mantenere una doppia dialisi, a Macerata e a Tolentino, ancora ci si dedica a mantenere o addirittura potenziare strutture generaliste, (generaliste anche sotto falso nome quale la Geriatria!), dimenticando che a Macerata devono essere potenziate in via prioritaria le strutture di 2º livello specialistico se si vuole mantenere una eccellenza sul territorio provinciale. Queste gravi carenze in alcuni casi portano ad una fuga obbligatoria di utenti da Macerata e dal maceratese alla ricerca di risposte in centri di secondo livello fuori e dentro i confini delle Marche, ma in altri casi, dove l'assistenza deve essere rapida e in loco, vedi ad esempio la terapia trombolitica degli ictus oramai diffusa su tutto il territorio nazionale e mai avviata da noi, ciò significa una reale minore possibilità assistenziale per i nostri concittadini. L'ANPO si augura che entrambi questi due aspetti carenti, di sottofinanziamento e strategico - manageriale, siano compresi e al più presto corretti da chi di dovere.

Il Presidente Giorgio Giuliani


   

da Anpo
ass. anpo-ascoti-fials medici




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-02-2011 alle 16:27 sul giornale del 10 febbraio 2011 - 691 letture

In questo articolo si parla di attualità, Anpo

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