Maltempo, 14 milioni di danni alla viabilità e 7 milioni ai corsi d'acqua

maltempo recanati 2' di lettura 05/03/2011 -

Sono al momento 190 le frane e gli smottamenti provocati dalle eccezionali avversità atmosferiche dei primi giorni di marzo lungo la rete stradale gestita dalla Provincia di Macerata. Si tratta di eventi calamitosi verificatisi lungo 71 strade provinciali, sparse su tutto il territorio, sia quello collinare, sia quello della zona costiera. Il danno complessivo è stato provvisoriamente stimato in 14 milioni di euro.



Le strade più colpite per numero di frane e smottamenti sono la 10 “Bivio Vergini-Civitanova, con 11 frane di monte o di valle; la 101 “Potentina” con 10 fenomeni; la 502 “di Cingoli” con 21 diversi eventi calamitosi verificati lungo tutto il suo percorso che, oltre il territorio di Cingoli, interessa anche i Comuni di San Severino, Serrapetrona, Caldarola, San Ginesio. Per entità dei singole situazioni, oltre alla strada “Corridonia-Colbuccaro”, dove è inagibile il ponte sul Fiastra al km. 1+500, i danni più rilevanti si registrano lungo le strade: 144 “Corta” per Recanati (frana di monte e di valle al km 1 che ne ha comportato la chiusura), 502 “di Cingoli” (frana di monte al k. 17+300), 145 “Coste di Colmurano (frana scarpata di valle), 126 “Tolentino-San Ginesio” (frana di valle), 45 “Faleriense – Ginesina” (frana di monte e di valle), 113 “Sant’Angelo in Pontano – Monte San Martino” (frana di monte), 70 “Marina” (frana di valle in territorio di Penna San Giovanni), 91 “Pian di Pieca - Fiastra” (frana di monte), 6 “Macereto – Casali di Ussita” (abbassamento sede stradale), 141 “Palentuccio-Sefro” (frana di monte).

Per ripristinare gli argini lungo i corsi d’acqua della provincia di Macerata saranno necessari interventi per oltre 7 milioni di euro. La cifra è stata stimata dal Genio civile che ha censito i punti dove gli eccezionali fenomeni di piena hanno comportato rotture degli argini o erosioni delle sponde. Le situazioni maggiori, per entità in termini, sia danno, sia di numero d’interventi, riguardano i due fiumi maggiori, il Chienti (da Tolentino alla foce) e il Potenza (intero corso). Altri interventi sono necessari lungo i fiumi Tenna e Musone, lungo i torrenti Salino, Ete Morto, Cremone, Fiastra, Entogge, Fiastrone, La Valle S. Luca, Rio Chiaro, Monocchia e in numerosi fossi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2011 alle 17:57 sul giornale del 07 marzo 2011 - 589 letture

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