Gli Archi del Cherubino il 17 marzo 2011 a Macerata

3' di lettura 20/03/2011 -

I Maceratesi il 17 marzo hanno cantato l’Inno di Mameli, più propriamente il Canto degli Italiani, accompagnati da un’orchestra d’archi, quelli del Cherubino appunto.



Il Concerto, già in programma al Teatro Don Bosco, per la Stagione organizzata dall’Associazione Musicale Appassionata in collaborazione con il Comune di Macerata, è stato inserito, su richiesta dell’Assessorato alla Cultura, tra gli eventi celebrativi del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e spostato al Teatro Lauro Rossi.

Nell’occasione dal palcoscenico l’assessore alla cultura e vice sindaco Dott.ssa Irene Manzi ha ringraziato l’Associazione per il suo contributo e ha sottolineato come la musica sia appropriata per celebrare eventi che hanno costruito l’Italia, raccontando come la sera del 16 si fosse tenuta una seduta straordinaria del Consiglio Comunale e del Consiglio dei Bambini e delle Bambine, durante i quali si è intonato l’inno.

A sua volta, il maestro David Taglioni, Direttore Artistico di Appassionata, ha ringraziato l’Ammi- nistrazione dell’ attenzione particolare ad Appassionata, rivolgendo poi un appello al pubblico della cui presenza l’Associazione ha bisogno, ha annunciato l’evento eccezionale che chiuderà la Stagione 2010-2011, l’esibizione del clavicembalista di fama mondiale Ton Koopman il 4 aprile, lunedì. (Macerata è la terza, dopo Roma e Milano, tra le esclusive esibizioni del musicista in Italia)
Prima che un’affascinante violinista esponesse le caratteristiche generali e particolari del programma,un po’ modificato per l’assenza di Massimo Giorgi, contrabbassista, già accennata dal maestro Taglioni, l’Orchestra ha eseguito L’Inno di Mameli, cantato all’unisono dagli spettatori, in piedi come di rito.

La musica lirica e strumentale era un primato dell’Italia del Settecento ed un viaggio nella nostra penisola per completare la propria educazione era doveroso per i giovani Europei.

Creso di Iommelli è una delle prime composizioni in forma di sinfonia della Storia della Musica che forse Mozart venne a studiare da noi. La fantasia su un’aria dal Mosè di Rossini di Niccolò Paganini è una serie di variazioni su un’unica corda, la più grave. Rossini rappresenta il Teatro d’Opera dell’Italia. Un brano non previsto nella precedente programmazione è Il Preludio Atto I della Traviata di Verdi; a conclusione della I parte e in apertura della seconda Rossini, del quale sono state eseguite la Sonata Prima (dalle Sei Sonate a Quattro) e “Une larme” per violoncello ed archi (l’Italia fu riferimento per tutta Europa nella musica anche dopo il ‘700, Bizet venne in Italia per studiarne una. Il sabato sera andava da Rossini a parlare di opera lirica).

Nel 20° secolo c’è stato un recupero dello studio delle antiche corti cui è dedicato il brano di Ottorino Respighi “Antiche danze ed Arie, III Suite” , egli crebbe nel periodo in cui si era recuperato lo studio delle tradizioni, ricostruisce la musica di corte. I titoli dei vari pezzi fanno riferimento alla geografia o alle musiche di epoca.

Nel finale Carmen Fantasy dall’opera “Carmen” di G. Bizet, opera di Pablo de Sarasale, con movimenti ora lenti, ora veloci che hanno richiesto all’orchestra e al solista, bravissimo, un impegno notevole. Non da meno i solisti che hanno suonato in precedenz: ha colpito il pubblico la loro giovinezza. Magistrale la guida dell’orchestra della violinista Judith Hamza e strepitosi i due bis concessi generosamente.

Il pubblico ha accolto le esecuzioni con espressioni di elogio e con calorosi appalusi per gli esecutori e per il fascino delle musiche scelte.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2011 alle 20:18 sul giornale del 21 marzo 2011 - 1313 letture

In questo articolo si parla di cultura, Appassionata Ornella Bellesi

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