Elezioni provinciali: Marangoni replica a Paolini (Lega Nord)

enzo marangoni 3' di lettura 28/04/2011 -

Fino a poche settinane fa il Paolini da Fano era alla disperata ricerca di notorietà: sentiva che stava diventando un vecchio politico sul viale del tramonto senza essere mai maturato. Da qualche giorno è invece assurto agli onori della cronaca quale roboante moltiplicatore di pani e di pesci, ispirandosi, è chiaro, a ben altra figura.



I 100 iscritti al suo partito nel maceratese li trasforma in 1000, e cita a casaccio molte città e paesi del maceratese dove, a suo dire, sarebbero presenti sezioni di iscritti alla Lega Nord dimenticandosi di precisare che sono 1 o 2 persone per città.

Poi però sbaglia ad usare la sua calcolatrice fatata e coloro i quali hanno seguito Marangoni diventano 15 nel maceratese anzichè 1500 persone in tutta la regione.
Tanti sono stati infatti i firmatari di una petizione a sostegno dell’operato di Enzo Marangoni e contro la ridicola gestione paoliana del partito del quale chiedevano il commissariamento della segreteria regionale.

Che la Lega Nord nel Maceratese sia allo sbaraglio più totale è cosa nota anche a chi di politica non si interessa. Basti dire che il Paolini, a capo della segreteria regionale di un partito che da anni è al governo della nazione, non è riuscito nemmeno a presentare una lista completa di candidati per le elezioni provinciali in corso e per tappare i buchi si è trovato costretto ad inserire due "straniere" sconosciute della provincia di Ancona e un onorevole di Macerata il quale darà la svolta decisiva all’esito elettorale della lista se bisserà il risultato delle comunali di un anno fa: 26 preferenze personali nel capoluogo di provincia!
E’ sempre vero che la vittoria personale dipende da qual’è il metro di paragone. Forse il Paolini punta al successo cercando di bissare l'ottimo risultato del 2% che ha già ottenuto nella sua Fano alle ultime elezioni comunali?

Fatto sta che ogni suo intervento sulla stampa non è finalizzato a diffondere il programma del suo partito (ma il suo partito ha un programma?) o ad attaccare i candidati alla presidenza della Provincia di sinistra o di centrosinistra, ma è tutto caratterizzato dall’ossessione maniacale verso il candidato Marangoni.
Dopo averlo espulso dal partito perchè umanamente e politicamente molto più in gamba di lui, ora il Paolini da Fano è terrorizzato dalla figuraccia che sta per fare con i suoi superiori padani di via Bellerio a Milano, e soprattutto con gli altri partiti della colizione a cui appartiene, ai quali stà già chiedendo assessorati e poltrone in caso di vittoria.
D'altra parte non si capisce per quale motivo un elettore alle provinciali dovrebbe votare l'unico partito che per decenni ha chiesto l'abolizione di questi enti, ma che ora, avendo conquistato centinaia di poltrone nelle varie province del nord, ne difende l'esistenza e ne sostiene il proliferare. Poltrona conquistata, poltrona mai più abbandonata! E al diavolo la coerenza!

La verità è che la Lega Nord è diventata un partito come gli altri, anzi peggio degli altri. Giunta al potere in ritardo rispetto agli altri partiti promettendo “il cambiamento”, la Lega Nord Padania ha ben presto capito che cambiando il sistema non avrebbe potuto vivere di agi, lussi e benefici, per cui ora ci sguazza alla grande e non lo molla.
Quali cambiamenti reali la Lega Nord ha portato in tanti anni di governo della nazione? Ma il Paolini da Fano non può rispondere a questa domanda, ne’ a nessun’altra domanda che un cittadino qualunque possa volergli porre: è troppo impegnato a prendersela con il Marangoni da Recanati.

I 28 candidati delle liste "LEGA per le MARCHE" e "FAMIGLIA IDENTITA' TERRITORIO"






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-04-2011 alle 17:52 sul giornale del 29 aprile 2011 - 600 letture

In questo articolo si parla di politica, Comitato Enzo Marangoni, Enzo Marangoni

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