Fabio Macedoni presenta la commedia dialettale 'Da 'u medicu'

3' di lettura 02/01/2012 -

Sabato 7 gennaio, alle ore 17.00, nella libreria Del Monte, a Macerata, verrà presentata la commedia dialettale di Fabio Macedoni e Oriano Costantini “Da ‘u médicu” fresca di stampa.



È la quarta opera della collana collinemaceratesi, dopo “I Promessi Divorziati”, “Addru che terremotu…!” e “Se spusa Vinginzì”, pubblicata grazie ai patrocini della Comunità Montana Monti Azzurri, di quella di San Severino Marche e delle aziende Infissi Design, Libreria Del Monte, Atom Divani e Poltrone e Ristorante Il Villino di Treia.

"Un contributo alla creazione di una piccola letteratura della lingua dialettale – la definiscono gli autori – che non manca di sorprendere per vivacità e ricchezza. Una lingua che sa emozionare attraversando tutte le corde della sensibilità e che meriterebbe senz’altro più attenzione di quella riservatale".

Entrando nel merito della storia raccontata troviamo Rigo, capofamiglia ormai noto, che deve sostenere una visita medica. La visita medica, anche se effettuata in ambulatorio, è pur sempre portatrice di qualche preoccupazione che, una volta confrontata col medico, può risultare più o meno fondata. Nel nostro caso è Rigo, capofamiglia di campagna, permaloso e testardo, a recarsi, accompagnato dalla nuora Susanna e dall’amico Furtunatu, dal proprio medico di famiglia per una visita sulla quale non concorda né prima, né durante, né tantomeno dopo.

La storia inizia nella sala d’aspetto, dove i pazienti man mano entrano per sottoporsi a quella “pia pratica” dell’attesa. Un’attesa che non sarà, tuttavia, tempo sprecato, poiché, raccontando vicende personali e familiari, tutti socializzano con tutti, nell’innato bisogno di esorcizzare le quotidiane preoccupazioni, in qualsiasi circostanza e con qualsiasi stato d’animo.

La visita vera e propria risulterà, invece, per i protagonisti un’impresa: per Rigo che, scontroso e critico come sempre, metterà a dura prova la pazienza del dottore; per il medico che dovrà usare al massimo il proprio autocontrollo; per Furtunatu, ossessionato dalla presenza dell’infermiera con la quale cercherà, a suo modo, di interagire, anche se con risultati ben diversi dalle aspettative; per Susanna che, ancora una volta, cercherà invano qualcosa per la sua eterna ricerca estetica.

Ne scaturisce un divertente affresco, dove i caratteri dei protagonisti emergono ben delineati, grazie alla loro forza e ad una sottile ironia con la quale vengono osservati e raccontati. In un ambulatorio ci sarebbe veramente poco da ridere; ma se è vero che la comicità più genuina nasce e si propaga dallo stato “sciagurato” dell’uomo, allora è proprio in questi frangenti che la vis comica trova la sua migliore vena. La commedia sarà rappresentata dalla Compagnia Teatrale Valenti nei mesi di marzo/aprile (25, 31 marzo e 1 aprile) al teatro comunale di Treia.

Nel corso della manifestazione, resa possibile dalla sensibilità di Mariella Del Monte e di Ivano Rustichelli di Infissi Design, verrà presentata l’opera e, successivamente anche recitata una scena della commedia medesima. Anche per questa occasione l’evento sarà rappresentato dalla presenza straordinaria della dottoressa Tania Paciaroni che interverrà alla presentazione trattando il seguente tema: ”La léngua nòstra: perché non la parlimo?” Tania Paciaroni, di origini maceratesi, lavora all’Università di Zurigo e sta ultimando un lavoro importantissimo: una grammatica dei dialetti del maceratese.

La sua presenza nobilita di molto il pomeriggio e dà alla presentazione anche quel tocco di scientificità di cui la lingua dialettale ha un bisogno enorme. Sarà interessante, infatti, riscontrare come una lingua stimata per lo più come capace solo di far sorridere o idonea per raccontare lazzi possa essere inquadrata in un contesto importante e decisamente più consono al proprio valore espressivo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-01-2012 alle 15:27 sul giornale del 03 gennaio 2012 - 901 letture

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