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Sferisterio: il regista Leo Muscato, 'Vi racconto la mia Boheme'

Leo Muscato 3' di lettura 17/07/2012 - È arrivata l’ora delle prove generali.

Dopo la prima giornata riservata alla Traviata, mercoledì 18 luglio è la volta della Bohème. Il regista Leo Muscato usa un artificio, mira ad un pubblico nuovo e rimanda tutti allo Sferisterio. Per un finale forte, e a sorpresa.

“L'idea di fondo è quella di aderire alla qualità della vicinanza tra opera e spettatore, proprio come ha fatto lo stesso Puccini quando ha scritto La Bohème - afferma il regista -. L'ha ambientata nella Parigi di quarant'anni prima della messa in scena, per spettatori che ricordavano da vicino quell'epoca appena trascorsa. Un'epoca, quella della Francia del 1830, cruciale e carica di tensioni, caratterizzata da stravolgimenti politici e culturali.

C'erano le barricate e i movimenti dei giovani che venivano dalla campagna con la voglia di sovvertire il potere costituito. Per rimanere molto vicini a questa idea, abbiamo deciso di non ambientare La Bohème in un'epoca così lontana, ma in un momento come quello delle rivolte studentesche della Parigi a cavallo tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70, caratterizzata dallo stesso fervore culturale e rivoluzionario, con piazze stravolte e altrettanto cariche di tensioni contrapposte”.

Un’opera che sposa in pieno la missione della nuova direzione artistica di Francesco Micheli: parlare ad un pubblico nuovo, più giovane, più aperto ai nuovi linguaggi. “Ne La Bohème che portiamo in scena - prosegue Muscato - viene ricostruito un immaginario, con costumi, azioni e ambientazioni, che parlano ai ragazzi di oggi, i quali da un lato possono rivedersi nelle storie dei giovani bohemien rappresentati sul palco dello Sferisterio, e dall'altra rivedere in scena ciò che hanno sentito dai racconti dei loro genitori, visto che è raccontato uno spaccato della generazione precedente.

Una generazione che ha vissuto la più grande rivoluzione del '900, purtroppo miseramente fallita per mano degli stessi rivoluzionari, molti dei quali hanno ceduto il passo a quella vita borghese che criticavano aspramente, mentre gli altri hanno virato verso la violenza becera della lotta armata. Una cosa tengo comunque a precisarla: questa lettura politica non toglie niente alla vicenda che viene raccontata da Puccini, dal momento che viene solo contestualizzata in un'epoca diversa”.

Mimì è Carmen Giannattasio, che ha interpretando lo stesso ruolo al Covent Garden, Musetta Serena Gamberoni. Il baritono Andrea Concetti, festeggia i suoi vent’anni di carriera, inaugurata proprio a Macerata, interpretando Colline. Con loro anche Francesco Meli (Rodolfo), Damiano Salerno (Marcello) e Andrea Porta (Schaunard).

Sul podio a dirigere la Form il Maestro Paolo Arrivabeni. Completano il cast il coro “Bellini”, quello dei Pueri Cantores, la Banda “Salvadei” e l’Ensemble di teatro fisico Balletto Civile. Dietro alle quinte, oltre a Leo Muscato, Silvia Aymonino (costumi), Alessandra De Angelis (assistente regia), Federica Parolini (scene), Michela Lucenti (coreografie) e Alessandro Verrazzi (luci).

Appuntamento allo Sferisterio il 21 e 27 luglio e il 5 e 10 agosto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-07-2012 alle 17:36 sul giornale del 18 luglio 2012 - 531 letture

In questo articolo si parla di macerata, spettacoli, la bohème, macerata opera festival

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