Narrativa umoristica: torna il Premio Colsalvatico. Opere da inviare entro il 5 settembre

Premio Colsalvatico 2012 4' di lettura 02/08/2012 - Fare dell’umorismo in tempo di crisi è segno di intelligenza o di incoscienza?

Per qualcuno è la gentilezza della disperazione, per qualcun altro un istintivo meccanismo di difesa. C’è chi lo definisce antidoto contro il fanatismo e chi un semplice non prendersi troppo sul serio. Scrive ad esempio Romano Battaglia: “L'umorismo serve a ricordarci che, per quanto sia alto il nostro trono, vi stiamo seduti poggiando sempre il didietro”.

Lo ritiene una virtù Hermann Hesse quando dice: “Vivere nel mondo come non fosse il mondo, rispettare la legge e stare tuttavia al di sopra della legge, possedere come se non si possedesse, rinunciare come se non si fosse in rinuncia: tutte queste esperienze di un’altra saggezza di vita si possono realizzare solo con l’umorismo”.

Il cosiddetto sentimento del contrario sembra esprimere quindi tutte le contraddizioni e i turbamenti del mondo contemporaneo, svelando la realtà dietro l’apparenza talvolta grottesca delle cose. Lontano anni luce dall’evasione sognante, affonda le sue radici nella natura umana. Più che una disposizione dell’animo, è una visione del mondo.

E da qui prende spunto il tema proposto dal Premio “Colsalvatico”: “L’UMORISMO, un modo di guardare la realtà”. Evidenziando una caratteristica emergente nella narrativa dello scrittore tolentinate e volendo esaltare una posizione particolare nella sfida all’esistenza, il circolo culturale “Tullio Colsalvatico” continua a fare dell’umorismo quasi un cavallo di battaglia.

Il presidente Franco Maiolati, a capo della Giuria, ha spiegato in una piccola intervista il motivo dell’argomento.

Perché ha deciso di spostare l’attenzione sull’umorismo per il Premio Colsalvatico, inizialmente aperto a più generi letterari?

Nella prima edizione del 2002 abbiamo riproposto una serie di novelle di “Pizzetto”. Quell’anno il direttore artistico della Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte era Melanton, che percepì subito nell’autore una spiccata vena umoristica. Il celebre grafico ci diede così lo spunto per questo tema, proposto fin dall’edizione del 2004. In effetti si inserisce perfettamente nella tradizione della Biennale, iniziata nel 1961 da Luigi Mari, artefice della caricatura che fa da logo al concorso (la macchia è una nostra interpretazione, a sottolineare come la realtà colpisce il nostro sguardo). Tra l’altro, le due iniziative si alternano negli anni. Il Premio Colsalvatico è la compagine letteraria che va ad arricchire la definizione di Tolentino come Civiltà del Sorriso.

Ma il sorriso è possibile in un periodo di crisi opprimente che sembra non finire mai?

Per noi l’umorismo è la capacità di sorridere dei propri limiti ed errori, della propria finitezza e umanità. Non diventa mai condanna o presunzione nei confronti dell’altro, quanto piuttosto riconoscimento di una condizione comune. Il sorriso che ne scaturisce non è consolatorio né dimentico della realtà, neppure in momenti in cui può apparire dura e già scritta. Anzi, si scopre che in essa è contenuto qualcosa che rende grande la vita, che salva da tutto il male a cui siamo sottoposti e di cui noi stessi siamo capaci.

E’ il riconoscimento del perdono che continuamente ci risolleva dai nostri errori e limiti. Una speranza. Opposto al ghigno sornione della satira, che ha sempre un bersaglio da colpire e un avversario da ridicolizzare, è il sorriso di Chesterton, Campanile, Marchesi, C. S. Lewis e Guareschi, del quale proponemmo nel 2008 una mostra dal titolo “Non muoio neanche se mi ammazzano”. Lo stesso Davide Rondoni, che ha curato per noi una raccolta antologica di poesie di Tullio Colsalvatico, testimonia una poesia sanguigna, immersa nel reale, evidenziando l’impegno tutto umano e sociale dello scrittore, lontano dall’immagine dell’artista chiuso nella sua cameretta.

L’umorismo quindi come resistenza?

Non solo. Direi piuttosto uno sguardo diverso e consapevole di chi rimane e affronta la vita, sempre e comunque, perché nessuna circostanza toglie la possibilità della gioia e del sorriso… Insomma, possiamo desumere che chi ha senso dell’umorismo è intelligente!

Se pensate di averne (magari verificando la reazione altrui alle vostre uscite di spirito), partecipate a questa gara letteraria organizzata dal circolo “Tullio Colsalvatico”, in collaborazione con il Comune di Tolentino. Dopo il successo delle cinque edizioni precedenti, il concorso dalla cadenza biennale e dal carattere nazionale torna articolandosi in quest’unica categoria, per ogni livello d’età. E’ riservato esclusivamente a opere di narrativa (racconti umoristici) inedite, in lingua italiana. Negli anni non sono mancati scrittori provenienti anche dalle varie parti d’Europa, dal Canada e dall’Argentina. La partecipazione è gratuita.

La novella deve essere inviata via mail all’indirizzo premio@colsalvatico.it entro e non oltre le ore 24 del 5 settembre 2012 (per ulteriori informazioni sul bando visitare il sito www.colsalvatico.it). Le opere vincitrici saranno pubblicate a stampa dalla casa editrice Raffaelli. La Giuria è coordinata da Gianfranco Lauretano, direttore di “ClanDestino”, la più antica rivista letteraria italiana per continuità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-08-2012 alle 15:38 sul giornale del 03 agosto 2012 - 424 letture

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