Cingoli: Giorgio Giorgi sull'ospedale, 'Perchè non deve essere chiuso?'

ospedale 4' di lettura 13/09/2012 - La scorsa settimana-mio malgrado e grazie a Dio per un problema di salute risultato poi non grave- ho dovuto ricorrere al P.P.I. dell’Ospedale di Cingoli come “codice giallo” e oggi vorrei rendere pubblica una mia riflessione sul futuro dei servizi sanitari in una zona montana, svantaggiata ed economicamente depressa come quella del “Balcone delle Marche”.

La riduzione del personale nella P.A. imposta dalle recenti manovre statali e regionali improntate al rigore, all’austerity e alla revisione della spesa pubblica stanno mettendo a repentaglio la qualità dei servizi al cittadino e del welfare locale, spesso - come nel caso del nostro nosocomio - senza significativi risparmi in termini economico-finanziari.

Una situazione che a livello sanitario più che in altri settori, rischia di portare all’aumento di infezioni ospedaliere, cadute e mortalità.
L’accorpamento, per il momento disposto temporaneamente dall’ASUR dopo mesi di “chiacchiere” estive per la mancanza di alcune figure professionali, dei reparti di Lungodegenza e Medicina post-acuzie a Cingoli non rende di certo la struttura più efficiente, perché nel nostro ospedale non c’è la necessità né di limitare i posti vuoti, né di abbattere i costi…tutt’altro! Ho sentito personalmente dire, con sincero dispiacere, dall’infermiere al medico di turno al Pronto Soccorso che non doveva/poteva disporre eventuali ricoveri perché i 10 posti di Medicina erano tutti occupati (guarda caso con pazienti anche provenienti da Jesi e dalla Vallesina …) così come quelli della Lungodegenza riabilitativa.

A livello regionale - e a Cingoli in particolare - Medici, Infermieri, O.S.S. e altre figure professionali centrali (come il 3° tecnico di radiologia) con contratti a scadenza e il cui numero è stato ridotto pesantemente (a differenza dei dirigenti ….) non riescono più, nonostante la loro encomiabile disponibilità a 360° e un’elevata professionalità a Cingoli, a garantire un livello accettabile dei servizi ospedalieri…Che fine faranno i 40 posti letto complessivi previsti dal Piano Sanitario per il nostro nosocomio, che servono tutti e hanno finora funzionato con costi minimi per la sanità regionale? … Perché vogliono portare alla lenta e definitiva chiusura della Medicina e dei servizi “internistici” a Cingoli, passando per l’accorpamento, quando a Jesi ci sono ben 2 Ospedali aperti e funzionanti? Costano forse di meno ? Non credo proprio, anzi sarebbe da interessare in merito la Corte dei Conti e finanche la magistratura penale…

E senza Medicina, il P.P.I. in cui operano “internisti” potrà più funzionare come ha funzionato efficacemente, con l’eccellente diagnostica per immagini, come nel mio caso la scorsa settimana?
Un conto è la flessibilità da tutti tirata in ballo, un altro è garantire i servizi minimi essenziali (tutelati in primis dalla Costituzione) soprattutto a una popolazione anziana e disagiata come è quella che caratterizza il nostro entroterra. Qualsiasi programma di RAZIONALIZZAZIONE deve essere sempre anticipato da un progetto di RIORGANIZZAZIONE.

Nelle Marche mi sembra si stia facendo il contrario… ad es. Cingoli fa parte dell’Area Vasta 2 di Ancona, ma il 118 POTES dipende dall’Area Vasta 3 di Macerata ….un Controsenso!…. come quelli di riorganizzare una sanità regionale già superata da normative nuove sulla spending review o la nascita della prima scuola estiva internazionale sull’invecchiamento promossa dall’INRCA che serve più per l’immagine che per migliorare servizi in concreto… come la de-qualificazione professionale che subiscono gli infermieri e gli operatori sanitari con l’accorpamento in una struttura sanitaria, in cui non si assume e non si programma di assumere a differenza di altre zone della medesima Area Vasta cui apparteniamo.

Ma noi oggi per i nostri cittadini vogliamo RISPOSTE alle richieste di servizi in continuo aumento soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione, la gravità delle patologie e la severità delle cure che aumentano così come la cronicità e la complessità assistenziale.
Da cittadino, ma anche da dirigente politico provinciale di un partito che è in maggioranza in Regione, mi chiedo quali vantaggi porterà la chiusura sostanziale e nei fatti di un polo ospedaliero montano come quello di Cingoli (peraltro recentemente ristrutturato), che ha sempre dimostrato concretamente la sua efficienza ed efficacia anche in termini di costi economico-finanziari ?

Sicuramente dobbiamo mobilitarci tutti e con tutte le nostre forze per scongiurare questa possibilità ormai sempre più drammaticamente verosimile…


da Giorgio Giorgi
consigliere provinciale Udc




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-09-2012 alle 17:23 sul giornale del 14 settembre 2012 - 1106 letture

In questo articolo si parla di politica, Giorgio Giorgi

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