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Presentato il progetto sul musicista Giuseppe Peranda

3' di lettura 06/11/2012 - Alcune istituzioni della regione Marche, tra pubblico e privato, stanno muovendo i primi passi per poter in futuro (e si parla del 2013) dare inizio ad un progetto di rivalutazione sistematica dell’opera musicale di Giuseppe Peranda, da poche settimane riconosciuto, grazie al rinvenimento del suo atto di battesimo, maceratese a tutti gli effetti.

Il progetto è stato presentato martedì mattina, nella sede regionale, in una conferenza stampa concentrata sui dettagli di queste recentissime scoperte, che contribuiscono ad una maggiore definizione di importanti aspetti della storia della musica della nostra regione.

Presenti, Pietro Marcolini , assessore alla Cultura della Regione, Irene Manzi , assessore alla Cultura e vice-sindaco del Comune di Macerata, Marco Mencoboni , musicista e direttore artistico del Cantar Lontano Festival, Luigi Ricci, vicepresidente della Società Civile Sferisterio Eredi dei 100 Consorti. Nel corso della conferenza sono stati mostrati e descritti i documenti recentemente ritrovati sul grande compositore.

Lo scrupoloso lavoro di ricerca è stato attivato da Marco Mencoboni nelle scorse settimane presso l’Archivio della Cattedrale di Macerata ed ha consentito al Prof. Paolo Paoloni di individuare finalmente con certezza l’atto di battesimo di Giuseppe Peranda, battezzato dunque a Macerata in Cattedrale il 4 aprile del 1626.

Di questo artista, ora certamente maceratese, figlio di Alessandro Peranda e Francesca Ciaramora, quinto di 12 figli, rimangono attualmente 66 composizioni tra cui diverse opere.

“Bernhard dovette ritornare da Dresda a Roma per portare con sé il famoso mobilitatore degli affetti, il maestro di cappella Gioseffo Peranda”: a Johannes Mattheson si deve questa bella descrizione di Giuseppe Peranda , cantante e compositore morto a 49 anni a Dresda nel 1675, dopo aver ricoperto per anni la carica di Primo Maestro di Cappella della città. Lo stesso Christoph Bernhard descrive come luxurians lo stile compositivo del giovane italiano e il musicologo Wolfgang Printz, nel 1677 parla della sua Meravigliosa efficacia dell’espressione dei sentimenti.

Un musicista dunque molto importante, se dopo 40 anni dalla sua morte Johann Sebastian Bach copierà di suo pugno alcune sue composizioni per eseguirle diverse volte a Weimar tra il 1715 e il 1718.

Definito nel 1694 da Agostino Rossi Giuseppe Peranda da Macerata nel suo volume Notitie

historiche di Mont' Alboddo , Peranda è stato tuttavia fino ad oggi considerato romano dalla moderna musicologia, poiché agli anni trascorsi a Roma forse alla scuola di Bonifacio Graziani e Giacomo Carissimi, si dovevano le prime evidenze delle sue grandi doti di musicista.

I bombardamenti su Dresda hanno con ogni probabilità cancellato per sempre gran parte

delle sue musiche e delle sue testimonianze ma molte delle sue composizioni furono per fortuna ricopiate a fine ‘600 da musicisti di passaggio a Dresda; grazie a questo certosino lavoro di copiatura molte sono giunte fino a noi conservate in diversi archivi in Europa. A Mosca si conserva addirittura una copia del suo “Cantamus Domino a 3 voci” copiato a metà ‘800.

E’ di poche settimane fa, grazie alle ricerche di Ricardo Simian e Marco Mencoboni, il ritrovamento a Krom er íž, un piccolo villaggio della Repubblica Ceca, di un’imponente messa a 6 voci con coro e orchestra che risulta essere in più parti la messa ricopiata ed eseguita a Weimar da Johann Sebastian Bach, il cui autografo è oggi conservato nel fondo Mendelssohn a Berlino.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-11-2012 alle 18:01 sul giornale del 07 novembre 2012 - 459 letture

In questo articolo si parla di attualità, regione marche, Giuseppe Peranda

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