Al teatro Don Bosco va in scena il musical 'Chiara Luce Badano'

Chiara Luce Badano 2' di lettura 07/03/2013 - Sabato 9 marzo 2013, alle ore 21,00, verrà presentato, al teatro don Bosco di Macerata, il Musical “Chiara Luce Badano”, ideato e prodotto dal gruppo Hope di Corridonia e già portato con successo in diverse parti d’Italia.

Nel solco delle iniziative diocesane per l’anno della fede, è questo un ulteriore contributo che l’associazione Dialogo Più insieme alla Consulta delle Aggregazioni Laicali, cioè l’organismo che accoglie e coordina le associazioni e i movimenti ecclesiali presenti nella diocesi, hanno voluto proporre, dopo la suggestiva fiaccolata dell’11 ottobre scorso, in occasione dell’apertura dell’anno della fede e della ricorrenza dei cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II, con il patrocinio del comune di Macerata.

Lo spettacolo racconta l’esperienza della giovane Chiara Luce Badano, morta all’età di 19 anni di un osteosarcoma diagnosticatogli due anni prima ed elevata agli onori degli altari il 26 settembre 2010 nel santuario del Divino Amore a Roma, a partire dai suoi scritti e dalle testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione.

Una ragazza, Chiara Luce, che ha scelto di vivere consapevolmente ogni attimo della propria pur breve esistenza, sia prima ma soprattutto dopo aver saputo della malattia, come un dono del quale, proprio perché ricevuto gratis, si deve essere riconoscenti mettendolo a frutto nel modo che ci è concesso: “Non ho più le gambe e mi piaceva tanto andare in bicicletta, ma il Signore mi ha dato le ali” diceva agli amici che andavano a trovarla dopo aver perso l’uso degli arti inferiori; una consapevolezza ed una presenza a se stessa straordinaria, che gli fa rifiutare la morfina perché, diceva, “mi toglie lucidità e io posso offrire a Gesù soltanto il mio dolore”; una fede incrollabile che non la lascia fino alla fine quando, prima di morire, saluta la mamma dicendole: “Ciao, sii felice, io lo sono”; beata, Chiara Luce, cioè felice, nel senso che Gesù insegnava sul monte in Galilea, invitando a vivere pienamente la propria umanità come figli dell’unico Padre; una santità, insomma, che può e si deve davvero considerare alla portata di ciascuno.

Una proposta espressamente pensata, allora, innanzitutto per i giovani, come preziosa opportunità di riflessione sul valore e sul senso della vita, in un tempo in cui tutto è ridotto a “merce” ed ha valore se ed in quanto può essere acquistato, una benefica e salutare scossa nel clima cupo della crisi che stiamo vivendo, perché si torni a vedere i germi di speranza che sono intorno a noi e che, troppo spesso, non sappiamo riconoscere.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-03-2013 alle 15:53 sul giornale del 08 marzo 2013 - 388 letture

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