contatore accessi free

Il cordoglio di Macerata per la morte di don Ennio Borgogna

2' di lettura 18/03/2013 - Profondo cordoglio ha destato in Comune la notizia della scomparsa di don Ennio Borgogna, sacerdote che per oltre un trentennio ha guidato l’oratorio dei Salesiani di Macerata prima di essere trasferito a Porto Recanati e successivamente a Civitanova Marche.

Don Ennio è sempre stato un punto di riferimento per tanti ragazzi, si è messo in loro ascolto con la semplicità e l’umiltà che lo hanno sempre contraddistinto. Intere generazioni di maceratesi sono cresciute sotto la guida spirituale del sacerdote che, nel 2000, aveva rivolto la sua attenzione oltre confine avviando la missione a Makuyu in un angolo sperduto del Kenia.

Il dolore e il cordoglio della città è stato espresso questa mattina dal sindaco Romano Carancini in un telegramma, inviato ai familiari anche a nome dell’Amministrazione comunale, nel quale ha espresso sentimenti di “ammirazione e riconoscenza per l’altissimo contributo educativo, per la passione religiosa e civile e il forte impegno profusi per l’affermazione dei valori di fratellanza e amicizia”.

Macerata è sempre stata legata alla figura del sacerdote salesiano, alla sua schiettezza e simpatia e non ha mai perso l’occasione per dimostrare il proprio affetto stringendosi intorno a lui anche in occasione di due cerimonie pubbliche volute dall’Amministrazione comunale.

Nel mese di novembre 2005 la Giunta comunale guidata dall’allora sindaco Giorgio Meschini donò a don Ennio una pergamena in segno di riconoscenza per l’impegno nella missione africana. La cerimonia, che si svolse alla presenza degli amministratori comunali, dei familiari e di tanti ragazzi dell’oratorio, fu organizzata su proposta di don Felice Molino, il direttore dell’opera don Bosco Parish di Makuyu, che volle in questo modo far conoscere alla città di Macerata le grandi opere umanitarie svolte dal salesiano maceratese in terra africana.

“La povertà non si sceglie, il benessere sì” disse don Ennio nel suo emozionato intervento “In Africa puoi capire cosa vuol dire entrare in una mensa con la fame e uscire con l’appetito perché hai mangiato solo pane e un mestolo di farro e al ritorno in Italia, sei trasformato, e puoi apprezzare di più la tua realtà”.

Quattro anni dopo, nel2009, inoccasione del suo trasferimento a Porto Recanati, don Ennio fu ricevuto per la seconda volta in Comune per ricevere l’affettuoso saluto della città, dei suoi amici e degli amministratori comunali. “Sono venuto da Galdo Tadino in bicletta e oggi me ne vado con la barchetta” esordì simpaticamente nel saluto con il quale si congedò da Macerata facendosi ancora una volta apprezzare per le sue capacità di dialogo e di confronto. Portò con sè il dono dell’Amministrazione comunale, un piatto dipinto a mano con l’immagine di Macerata, “ottimo per servire il pesce” disse divertito al sindaco Giorgio Meschini alludendo al suo trasferimento verso la cittadina costiera.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-03-2013 alle 16:10 sul giornale del 19 marzo 2013 - 621 letture

In questo articolo si parla di attualità, macerata, comune di macerata

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve https://vivere.me/KKf





logoEV
logoEV