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Cingoli: ospedale, il Tar respinge il ricorso del Comune

Ospedale 3' di lettura 23/03/2013 - Il Tar ha depositato venerdi in tarda serata la sentenza con cui il Comune di Cingoli aveva chiesto che fosse sospeso il provvedimento di revisione dell’organizzazione sanitaria dell’ospedale di zona di Cingoli deciso dalla Giunta della Regione Marche.

Il Giudice Amministrativo, ha respinto la nostra richiesta di sospensiva poiché ha ritenuto che la delibera della regione Marche numero 1696 e numero 1590 del 3 dicembre 2012, non fosse un atto esecutivo, ma solo di programmazione (un destrutturazione da fare).

In altre parole, il TAR ha giudicato che quei provvedimenti non hanno, per loro natura, la possibilità di modificare l’assetto del nostro Ospedale in questo momento, ma solo nel futuro e, in quanto tali da impugnare successivamente.

Il giudice estensore, ha infatti sostenuto che: "Va ritenuto che, considerata la natura programmatori a degli atti impugnati, sia assente, allo stato, il requisito del pregiudizio grave e irreparabile".

Nel gergo legale, manca ancora il cosiddetto atto lesivo e quindi ha aggiunto il giudice che quando questo sarà concreto e valutabile, solo in quel momento futuro, potrà essere emessa una sentenza al riguardo.

Se da un lato quindi, la Sentenza è inequivocabilmente chiara, adesso si apre per il Comune di Cingoli un altro problema. Quello di impugnare l’atto esecutivo che, inequivocabilmente, sulla base della delibera della Giunta regionale, il direttore amministrativo adotterà.

Invero, mentre ieri sera il Tar valutava non esistente ancora l’atto lesivo, a Fabriano si svolgeva la conferenza dei sindaci con il direttore generale Ciccarelli.

In quella sede, veniva illustrata a tutti i Sindaci del territorio, il nuovo progetto sul nostro Ospedale.

Il nuovo piano, verrà illustrato nel corso dell’assemblea cittadina programmata per le 17.00 di questa sera nella Sala Verdi del nostro Municipio.

L'assessore regionale alla Sanità

Dal punto di vista giuridico, invece, il Comune di Cingoli dovrà spendere altri soldi per un altro ricorso. C’è da domandarsi se l’atteggiamento della Regione Marche e del direttore generale Ciccarelli non possa essere considerato un esempio di cattiva amministrazione (la delibera ha moltissimi vizi per violazione di legge ed eccesso di potere).

Non spetta, evidentemente,a noi emettere questo giudizio di responsabilità che, semmai, appartiene alla Corte dei Conti e alla giurisdizione penale. Tuttavia noi ci permettiamo di sollevare questo tema, perché al pari dell’Amministrazione regionale, i Comuni hanno nel proscenio della vita della Repubblica un ruolo di rilevanza costituzionale. Ruolo che non solo è stato ignorato nell’iter di adozione del provvedimento sugli Ospedali ma che, per converso crea danni erariali per la necessità di rincorrere la legittimità delle decisioni con continui ricorsi al TAR.

E la situazione è davvero insostenibile.

D’altra parte, come avvenuto chiaramente a Fabriano ieri sera, il dottor Ciccarelli non ha fornito alcuna spiegazione sui vizi palesi del suo provvedimento per violazione non già della discrezionalità amministrativa, ma di precise norme della nostra Costituzione (fra tutti la lesione dell’articolo 44 della Costituzione sulla protezione delle zone montane). Mai è avvenuto che una materia così importante come quella degli Ospedali, sia stata invece trattata in modo superficiale (possiamo dire artificioso) e senza alcuna idonea concertazione con gli Enti locali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-03-2013 alle 18:45 sul giornale del 25 marzo 2013 - 579 letture

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