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Aperitivi culturali, stasera 'Azucena madre – matrigna' secondo Monia Andreani

2' di lettura 09/08/2013 - Ancora un sold out - presente agli Antichi forni anche il direttore artistico del Macerata Opera Festival, Francesco Micheli - per gli Aperitivi culturali che questa mattina hanno ospitato Elio Matassi.

Il professore, introdotto come sempre dalla curatrice dell’iniziativa organizzata dall’associazione Sferisterio Cultura in collaborazione con il Comune di Macerata, Cinzia Maroni, nel suo intervento ha tracciato un’interessante analisi del rapporto esistente tra la musica verdiana e il Risorgimento italiano.

Intanto sabato (10 agosto), sempre alle ore 12, sarà di scena la filosofa Monia Andreani che invece affronterà il tema Azucena Madre-matrigna

La zingara è un personaggio chiave del Trovatore di Giuseppe Verdi, quello che doveva dare il nome all’opera ed alla quale è affidata la famosa cabaletta Stride la vampa, scritta dallo stesso Verdi.

Azucena riassume diversi ruoli fondamentali – ma anche contraddittori - dell’immaginario femminile ottocentesco: da un lato è madre ma anche matrigna, perché in realtà ha rapito Manrico e lo ha fatto vivere come suo figlio ma poi si rende in qualche modo complice del suo sacrificio … Dall’altro è una eroina vendicatrice che sfugge al destino femminile di essere subordinata al potere maschile: non è sposata, è il capo simbolico di un gruppo di ribelli, vive senza regole e dirige una comunità gitana.

Monia Andreani, svolge attività di ricerca in Filosofia morale all’Università Carlo Bo di Urbino e insegna Diritti umani all’Università per Stranieri di Perugia. È autrice di saggi e articoli sul pensiero della differenza in ambito etico e politico. Attualmente si occupa di bioetica e di antropologia filosofica. Tra le sue pubblicazioni: Il terzo incluso. Filosofia della differenza e rovesciamento del platonismo (Editori Riuniti, 2007), Twilight. Filosofia della vulnerabilità (Ev edizioni, 2011). Con Alessandra Vincenti ha curato: Coltivare la differenza. La socializzazione di genere e il contesto multiculturale (Unicopli, 2011).

L'opera lirica è la sua grande passione a cui si dedica con attenzione filosofica con una disamina dei ruoli di genere. A tale proposito ricordiamo il saggio Stragi, furore e morti. Il cantico di guerra alzate o forti!”: metafore del potere e donne violente nel melodramma (Nuova DWF, n. 3 2009, pp. 32 – 38).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-08-2013 alle 18:46 sul giornale del 10 agosto 2013 - 903 letture

In questo articolo si parla di attualità, macerata, comune di macerata

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