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Costi delle residenze protette per anziani, dura presa di posizione del Comitato dei sindaci

Truffe anziani 4' di lettura 14/08/2013 - Dura presa di posizione del Comitato dei sindaci dell’Ambito territoriale sociale n. 15 a firma del presidente - il sindaco di Macerata Romano Carancini - indirizzata alla Regione Marche e all’Asur Marche, che, in base a notizie informali, sembra non vogliano rispettare quanto stabilito dalla delibera della Giunta regionale n. 1729/10 circa la quota di compartecipazione sanitaria relativa alle Residenze per anziani stabilita, per l’anno 2013, in 33,00 euro giornaliere pro-capite (più 0,51 euro quale quota di inflazione programmata) a fronte di una richiesta di aumento degli standard assistenziali da 80 minuti a 100 minuti pro-die, pro-capite.

“Preso atto che gli acconti per il 2013 sono stati effettuati sulla base della tariffa dell’anno 2012, pari ad 29,11 euro giornaliere pro-capite”, si legge nella lettera inviata al presidente della Giunta regionale Gian Mario Spacca, agli assessori regionali alla Sanità e ai Servizi sociali Almerino Mezzolani e Luigi Viventi, al presidente della V commissione dell’Assemblea legislativa della Regione Marche, Francesco Comi, al direttore generale dell’Asur Marche, Piero Ciccarelli e ai dirigenti dei servizi Sanità e Politiche sociali della Regione Marche, Pierluigi Gigliucci e Palo Mannucci – “il Comitato esprime forte preoccupazione per l’eventuale riduzione delle entrate che tale orientamento, se confermato, comporterebbe, con conseguenti maggiori costi a carico degli utenti e dei loro familiari, non essendo sostenibile dai già mal ridotti Bilanci Comunali la copertura della cifra mancante”. Il Comitato dei sindaci, inoltre, nell’ultima seduta, ha preso in esame la delibera della Giunta regionale n. 1011/13 che ha per oggetto “Definizione degli standard assistenziali e dei criteri di rilevazione dei costi gestionali della residenzialità e semiresidenzialità delle aree sanitarie extraospedaliere e socio-sanitaria nei settori anziani non autosufficienti, disabili, e salute mentale” ed evidenzia “che solo a pagina 16 il provvedimento sembra confermare la quota a carico della sanità di 33 euro giornaliere per l’anno2013”e riscontra criticità di metodo e di contenuto.

Per quanto riguarda la criticità di metodo il Comitato afferma: “La materia socio-sanitaria di competenza della Regione per la parte sanitaria e dei Comuni per la parte sociale, richiede una programmazione integrata a partecipata a carico dei soggetti coinvolti che, con la delibera in questione, non è stata messa in atto (significativo in tal senso è anche il non passaggio al CAL). È stata abbandonata la corretta logica di una programmazione integrata fra i diversi soggetti titolari delle funzioni e competenze in questione per una logica della “committenza” a cui i Comuni non possono sottostare”. Sul fronte invece delle criticità nei metodi, nella lettera il Comitato sottolinea che “prevedere la possibilità di inserire nella stessa struttura residenziale o semiresidenziale sia anziani non autosufficienti, che disabili, che psichiatrici, anche se valutati dal punto di vista sanitario bisognosi della stessa intensità assistenziale, non è ritenuto idoneo a garantire una condizione di vita dignitosa. Spesso si dimentica che le strutture socio-sanitarie sono “luoghi di vita” delle persone ospiti e pertanto non devono essere pensate solo in termini sanitari, ma anche e soprattutto in termini relazionali, sociali.

In tal senso si ritiene fortemente errato pensare a grandi strutture che mettano insieme, oltre a moduli assistenziali diversificati per intensità assistenziale, anche diverse tipologie di utenza perché verrebbe meno in esse l’approccio umanitario di piccola comunità e di inserimento nel tessuto sociale tanto importante nella vita di ciascun essere umano”. Inoltre le criticità riscontrate riguardano anche l’accesso alle strutture residenziali e semiresidenziali socio-sanitarie per cui, si legge nella lettera, “è prevista la valutazione da parte dell’Unità di Valutazione Integrata (UVI) che attualmente è costituita da solo personale dell’ASUR, peraltro insufficiente allo scopo, senza alcuno spazio lasciato agli altri soggetti pure titolari delle strutture e con scarsa considerazione degli elementi sociali, familiari, economici che spesso rendono necessario l’inserimento”. Infine “le tabelle contenti le specifiche degli standard assistenziali di ciascuna area di intervento evidenziano il riconoscimento di limitati budget di tempo-lavoro solo di alcune professionalità specifiche, dimenticando che la gestione dei servizi comporta la pianificazione di costi riguardanti molteplici aspetti: personale per l’organizzazione, personale per attività socio – educative - riabilitative, materiali e attrezzature, costi per le utenze, ecc. Si ritiene che la compartecipazione ai servizi debba essere calcolata sul costo complessivo del servizio e non proporzionalmente alle sole professionalità riconosciute dalla sanità”.

Alla luce di tutto questo , il Comitato dei Sindaci, all’unanimità chiede “che sia rispettata da parte dell’ASUR – Regione Marche la corresponsione della quota di 33.51 euro a giorno pro-capite quale compartecipazione ai costi delle residenze protette per anziani come stabilito dalla delibera della Giunta regionale 1729/10 e confermato dalla n. 1011/13”. Inoltre viene anche chiesto “che siano rivisti, per gli anni futuri, i contenuti della delibera della Giunta regionale 1011/13, tenendo conto delle criticità evidenziate e attraverso un percorso che veda coinvolti i soggetti interessati: Regione, Comuni, società civile”






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-08-2013 alle 23:48 sul giornale del 16 agosto 2013 - 823 letture

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