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Sabato in biblioteca si festeggiano i 90 anni dell’architetto Paolo Castelli

3' di lettura 20/03/2014 - Paolo Castelli è figura centrale, all’interno del dibattito architettonico marchigiano degli ultimi cento anni. Il suo fare artistico ha attraversato, con grande intensità, tutta la seconda parte del XX secolo e gli inizi del XXI.

I novant’anni del Maestro – Castelli è nato a Camerino nel 1924 - verranno festeggiati sabato (22 marzo), alle ore 10, nella Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti alla presenza del sindaco Romano Carancini, del presidente della Provincia, Antonio Pettinari e dello storico dell’arte Lucio Del Gobbo.

Nei panni del moderatore l’architetto Michele Schiavoni anche presidente dell’associazione Punto ed a Capo promotrice dell’iniziativa insieme ai Giovani Architetti di Macerata con il patrocinio del Comune e della Provincia di Macerata e dell’Ordine degli Architetti.

Architetto, urbanista, pittore, uomo di lettere, Castelli ha frequentato la facoltà di Architettura di Roma durante e subito dopo la seconda guerra mondiale, laureandosi nel 1947.

Impegnato nei più svariati dibattiti, la sua figura ricorda per certi versi quella dell’Homo Faber rinascimentale, ossia colui che vuole essere assoluto artefice del proprio destino.

“Le sue architetture – afferma Schiavoni - insieme ad un nutrito numero di pubblicazioni nelle più importanti riviste di settore, ci permettono di annoverare, senza paura di essere smentiti, la figura di Paolo Castelli come una tra i più importanti architetti marchigiani del ‘900 e di tutti i tempi. Oggi è quindi più che mai necessario festeggiare i novant’anni di un uomo che nella sua vita non ha fatto altro che dare lustro, in ogni campo in cui si è mosso, alla città di Macerata”.

Da sempre attento al rapporto con il contesto esistente, egli non concepisce mai l’Architettura come oggetto in sé, ma come un continuum esterno-interno di eventi che si susseguono nello spazio e nel tempo. Questa sua visione totale è figlia dei grandi maestri del Movimento Moderno, Wright e Mies, che egli guarda con grande interesse sin dagli anni della formazione universitaria.

Fondatore del Gruppo Marche, studio interdisciplinare che rappresenta oggi, a più di quarant’anni dalla sua nascita, una realtà unica nelle Marche, e di rilievo nazionale, egli ha sempre privilegiato, sin dall’inizio della sua attività, il lavoro di gruppo a quello individuale, rendendosi conto di quanto lo scambio di idee e conoscenze fosse utile al fine di arricchire il bagaglio dei singoli professionisti e migliorare il livello dell’architettura.

La sua profonda onestà intellettuale e la sua innata passione per l’architettura gli hanno sempre permesso di porre al primo posto l’interesse della comunità rispetto a quello della committenza, anche quando si è trattato di clienti privati, fattore questo che gli ha permesso di non abbassare mai il livello della sua ricerca, che si è mantenuta sempre di altissimo livello.

Alcune delle sue opere più conosciute nelle Marche, solo per citarne alcune, sono:

L’Ina Casa a San Severino Marche (1950), l’Ina Casa in via Spalato a Macerata (1952), il Municipio di Porto Sant’Elpidio (1955), Villa Mantini a Matelica (1959),la Casadel Pendio alla Cimarella (1962), l’Ospedale Civile di Macerata (1967),la Sededella Banca Popolare di Sarnano (1969), gli Alloggi Gescal a Morrovalle (1969),la Chiesaa Casette Verdini (1971), il Liceo Ginnasio Rinaldini ad Ancona (1973),la Facoltàdi Ingegneria ad Ancona (1979),la Scuola Elementarea Montelupone (1987).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2014 alle 23:13 sul giornale del 21 marzo 2014 - 569 letture

In questo articolo si parla di attualità, macerata, comune di macerata

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