contatore accessi free

Jesi: Shakespeare in a box, al teatro Pergolesi anche gli studenti delle superiori di Recanati

La presentazione del progetto Shakespeare in a box 5' di lettura 30/03/2014 - Il prossimo 11 aprile sarà il gran giorno per gli organizzatori e soprattutto per i 650 studenti dei quattro istituti superiori coinvolti nella seconda edizione del progetto didattico “Shakespeare in a box”.

Il Teatro Pergolesi ospiterà, infatti, alle ore 21, una rappresentazione sorprendente e originale sin dal titolo - “RE CANƏ T3 ”- preparata in mesi di lavoro nelle classi e con i 28 studenti-attori selezionati per la recitazione.

Nel foyer del teatro troveranno invece posto, con una mostra appositamente allestita, i 26 box già annunciati nel titolo dell’iniziativa. Si tratta di elaborati che i 650 studenti coinvolti avranno realizzato come immaginario dono di compleanno a Shakespeare. I pacchi (Box) rappresentano una sintesi di quello che i ragazzi hanno imparato studiando i personaggi e l’opera del grande Bardo.
I box potranno essere liberamente votati dal pubblico, quelli ritenuti migliori daranno diritto a premi per classi e studenti consistenti in formazione linguistica all’estero.

Gli istituti cittadini coinvolti in questa seconda edizione sono il Liceo Classico “Vittorio Emanuele II”, il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”, il Liceo Artistico “E. Mannucci” mentre la città di Recanati sarà rappresentata dal Liceo Classico “Giacomo Leopardi” con l’indirizzo Scientifico.

“Shakespeare in a box” è un progetto didattico, teatrale e formativo, in lingua inglese, ideato dalla scuola di lingue “The Victoria Company”. Organizzato in collaborazione con il Comune di Jesi e con l’Aisli, Associazione Italiana Scuole di Lingua d’eccellenza, ha il patrocinio della Regione Marche, dei Comuni di Jesi e Recanati e della Fondazione Pergolesi-Spontini.

Questa seconda edizione coinvolge per la prima volta due città e due province, infatti, partecipano le città di Jesi e Recanati. Si prosegue così sul filone della creazione di valore, incentivando il dialogo tra scuole, istituzioni, e, vista l’importanza della lingua inglese, del mondo del lavoro. Il progetto didattico “Shakespeare in a box”, proposto da ”The Victoria Company”, “vuole favorire - spiega il direttore della scuola Giuseppe Romagnoli - l’aggregazione, la conoscenza, la scoperta delle risorse culturali del territorio, la collaborazione tra istituzioni, studenti, mondo della scuola e dell’impresa. Tra gli obiettivi principali del progetto c’è poi la promozione della conoscenza della lingua inglese ormai indispensabile per la propria formazione e base di comunicazione per uno scambio sempre più aperto e internazionale in vista dell’ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro o della prosecuzione specialistica dei loro studi”.

Appunti di regia - Fiorenza Montanari
Why Re Canə T3
Piuttosto che utilizzare il titolo originale Riccardo III, ho preferito inventarne uno che contenesse nel suo DNA la visione registica dello spettacolo e del progetto di quest’anno. La più grande aspirazione di Richard è di diventare re e da questo suo capriccio si dipana l’intera tragedia. Ma una volta ottenuta la corona, egli si dimostrerà un re bastardo, un RE CANE come spesso gli altri personaggi lo definiscono. La parola cane ed i suoi derivati sono i più diffusi nell’intera opera come cornice tematica al dramma. Ma nel nostro titolo la “e” finale di “cane” non è una “e”, bensì il simbolo fonetico schwa che ci porterebbe a pronunciare il titolo leggendolo per intero “Recanati”. Ed ecco che a Richard s’intreccia Giacomo Leopardi, l’autore italiano che quest’anno s’innesterà nello spettacolo tramite alcuni dei passaggi del suo Zibaldone pronunciati dal personaggio da noi aggiunto Nemesis.
Nei passaggi scelti Leopardi analizza da una parte l’origine del male utilizzando spesso la figura del cane come simbolo, e dall’altra la difficoltà di essere spesso isolati e senza amici poiché di salute cagionevole e gobbo… proprio come Richard. Quella “T” però sta anche ad indicare la natura tirannica e dittatoriale del regno e modo di agire di Richard, quasi come la “T” in T-Rex. Questa caratteristica totalitaria ci rimanda ai testi delle canzoni dell’album del 1974 di David Bowie ispirati proprio al grigio ambiente orwelliano della dittatura futuristica del Grande fratello descritti nel noto romanzo “1984”. Guarda caso il titolo di quest’album è Diamond Dogs e per chiudere il cerchio… ad essere il Duca Bianco non è solo Bowie, ma prima di lui proprio, Richard, il Duca Bianco di Gloucester. Infine l’elevazione del titolo al cubo delinea la natura 3D del nostro spettacolo, capace d’intrecciare le tre dimensioni apparentemente distanti di Shakespeare, Leopardi e Bowie. Infatti lo spettacolo sarà diviso in tre grandi blocchi cromatici dati dai colori del 3D: blue, rosso e verde, che oltre a rimandarci alla tridimensionalità, sottolineano anche il cambiamento d’umore e di comportamento di Richard durante la tragedia. All’inizio lui è cupo e depresso, “blue” come si dice in inglese, per poi passare ad uno stato di incubazione delle sue acide intenzioni maligne date dal colore verde del marciume della sua morale, infine tramutandosi nel rosso del sangue, che lui spargerà ovunque nel regno, incluso il suo. A voi questa splendida seconda edizione di Shakespeare in a box con uno straordinario cast composto da 28 fantastici ragazzi provenienti da tutti e quattro gli istituti partecipanti.


   

dagli Organizzatori





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-03-2014 alle 19:05 sul giornale del 31 marzo 2014 - 497 letture

In questo articolo si parla di jesi, spettacoli, recanati, studenti, shakespeare in a box

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve ? https://vivere.me/1IN





logoEV
logoEV