Vinitaly: il giro delle Marche in sei vini

2' di lettura 09/04/2014 - ''Nel 1996 i produttori di vino marchigiano hanno deciso di non buttarsi sullo chardonnay, ma di puntare sui vini autoctoni. E hanno vinto la scommessa per le peculiarità del territorio e la grande qualità riconosciuta anche a livello internazionale''.

Lo ha detto Alberto Mazzoni, direttore dell'Istituto Marchigiano di Tutela Vini – Imt, presentando la degustazione di questo pomeriggio. Un viaggio delle Marche in sei degustazioni, a tappe, organizzata dall'Imt insieme con il Consorzio Vini Piceni e la Regione Marche, sulla terrazza nel padiglione 7. Sei vini di piccoli produttori, "che fanno una qualità eccelsa e che hanno contribuito alla crescita del sistema Marche", ha detto Mazzoni.

I vini degustati, in particolare, sono stati: Colli Maceratesi Doc Ribona "Rebis" 2012, Bianchello del Metauro doc "Rocho" 2011, Offida Docg Pecorino 2013, Pergola Doc Aleatico Superiore "Ortaia" 2011, Rosso Piceno Doc Superiore "Podere 72" 2011, Colli Pesaresi Doc rosso "Bartis" 2011. A margine del percorso sensoriale condotta da Tinto, voce di Radio2 nella trasmissione Decanter condotta in coppia con Fede (col quale ha scritto il libro "Sommelier ma non troppo"), il direttore del Consorzio Vini Piceni, Armando Falcioni tratteggia i numeri dei Picenos: 1.400 ettari vitati, 23 espositori presenti a Vinitaly, di cui 2 rappresentano 500 produttori (la Cantina sociale Colli Ripani e Terre Cortesi Moncaro), 80.000 ettolitri di vino certificato, per un valore complessivo di 100 milioni di euro, dei quali il 50% ricavato dall'export.

Partendo dalle tre Dop (Rosso Piceno, Offida Docg pecorino e passerina, Falerio), Falcioni ricorda la figura di Guido Cocci Grifoni, vignaiolo marchigiano, "che negli anni Settanta non scelse il percorso legato alla produzione del Trebbiano, ma si impegnò a salvare un vitigno autoctono di montagna, la Pecorina arcuata, recuperata alle falde del Vettore.

"Un vitigno dal quale si ricava un vino con prevalente acidità, ma che ha saputo riconquistare il territorio e il mercato", ha detto Falcioni. Per il secondo anno consecutivo, infatti, l'Offida Docg pecorino è entrato nella "top five" dei vini col miglior rapporto qualità-prezzo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2014 alle 19:52 sul giornale del 10 aprile 2014 - 614 letture

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