Itinerario tra natura e costruito, il progetto degli studenti del liceo "G.Galilei"

Progetto liceo G.Galilei 2' di lettura 15/04/2014 - Cosa c’è di più vitale di un rivolo d’acqua che sgorga da una fontana? Le antiche fonti di Macerata hanno suscitato, a partire dagli anni '80, rinnovato interesse tra cittadini e studiosi di varie discipline.

Sono manufatti, spesso di pregio architettonico, che testimoniano una cultura e un vissuto secolari che fino alla metà del secolo scorso erano parte dell’esperienza quotidiana; sono i segni tangibili di come la nostra città si è venuta formando, poiché intorno alle sorgenti sono nati e si sono espansi i nuclei che l’hanno generata; sono tracce della conformazione geologica del nostro territorio e del sapiente lavoro dell’uomo per sfruttarne la ricchezza idrica ed evitarne il dissesto; spesso avvolte da una rigogliosa cornice naturale, ospitavano una incredibile ricchezza di forme di vita che non aveva eguali, dal punto di vista naturalistico, in nessuna parte del restante territorio comunale. Una biodiversità oggi duramente compromessa ma ancora potenzialmente rigenerabile.

Sabato 12 aprile è stato possibile verificare di persona le potenzialità di un itinerario che mette in relazione alcune fonti con il centro storico. Un itinerario che è di fatto una prosecuzione dei percorsi del centro storico al di fuori delle mura, un potenziale “parco urbano” capace di coniugare cultura, ambiente, svago.
Guidati dal prof. Andrea Antinori e dai suoi brillanti allievi del Liceo Scientifico “G.Galilei” un folto gruppo di cittadini ha potuto scoprire cosa sono queste "fonti" e perché sono così importanti, individuare le relazioni sorprendenti che esse hanno con la nostra città storica e soprattutto con la sua parte non visibile: una città sotterranea formata da un sistema di grotte, passaggi, condotte e cisterne di cui oramai soltanto pochi testimoni hanno memoria.

La visita ha consentito anche di raccogliere l'adesione di chi spontaneamente vuole contribuire alla formazione di un percorso condiviso di proposte per rendere più conosciute, frequentate, tutelate e valorizzate queste straordinarie vie d’acqua, così preziose eppure lasciate oggi nel degrado e nell’incuria. Non necessariamente si dovranno immaginare grandi interventi di restauro ma almeno una serie di piccole iniziative che possano garantire cura e fruibilità delle fonti e dei percorsi di accesso: se ancora oggi non siamo capaci di poter investire economicamente nel loro completo recupero possiamo almeno immaginare di poterle restituire alle generazioni future che riconosceranno ai "luoghi d'acqua" un valore certamente superiore.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-04-2014 alle 19:42 sul giornale del 16 aprile 2014 - 618 letture

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