'Adozione, affido: quale tutela?' Se ne parla in un incontro pubblico

adozione 3' di lettura 26/04/2014 - Gli istituti dell’affido e dell’adozione rappresentano due strumenti molto diversi tra loro, ma entrambi pensati e voluti dal legislatore italiano a tutela dei minori privati per qualche ragione del supporto familiare indispensabile per garantire il loro diritto ad essere cresciuti ed educati in un contesto affettivo, psicologico e sociale tale da assicurare uno sviluppo corretto ed armonico della loro personalità.

Malgrado il condivisibile intento, tuttavia l’attuale cornice normativa non sempre consente di raggiungere l’obiettivo: ci sono meccanismi processuali non all’altezza del compito, percorsi burocratici lunghi e dolorosi per le coppie che si rendono disponibili ad accogliere minori in difficoltà, mancano le risorse anche economiche per sostenere le scelte. Gli istituti dell’affido e dell’adozione rappresentano due strumenti molto diversi tra loro, ma entrambi di affido e adozione e non ultimo, si registrano applicazioni giurisprudenziali fondate su impostazioni ideologiche che non sempre promuovono e tutelano l’interesse del minore ad una genitorialità affettivamente ed educativamente adeguata.

E proprio di adozione e di affido e della tutela dei minori si parlerà nel corso di un incontro pubblico, promosso dalla Goccia Associazione Onlus di Macerata che si terrà martedì 29 aprile, alle ore 21.00, all’Hotel Grassetti a Piediripa di Macerata.

Interverranno Lina Caraceni che parlerà de “Il quadro normativo: punti fermi e criticità”, Alessandra Perticarà che invece spiegherà “L’affido a rischio giuridico tra teoria e prassi”, Paolo carassi Presidente de La Goccia Onlus che farà un excursus su “13 anni di storia tra affidi e adozioni”, Frida Ionizzo dell’Associazione nazionale Anfaa che porterà l’esperienza della propria associazione “La tutela della continuità degli affetti: le iniziative dell’Anfaa” e Maurizio Pincherle neuropsichiatria infantile che illustrerà il tema “Dai disturbi dell’attaccamento ai disturbi della personalità”. Le conclusioni saranno a cura di Lina Caraceni. Moderatore Luca Romagnoli. Ovviamente l’incontro è gratuito ed aperto a tutti coloro che vogliono approfondire queste importanti tematiche relative all’adozione e all’affido.

Come scriveva Alfredo Carlo Moro nel 1996, commentando la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo: "Il bambino reale è divenuto un bambino declamato: una mera risorsa per i mass media; per la pubblicità; per il mercato del lavoro; per la criminalità organizzata; per gli appetiti sessuali di certi adulti. C'è dunque bisogno di una nuova cultura dell'infanzia e dell'adolescenza, una cultura dell'attenzione e del rispetto, una cultura della solidarietà e di un rapporto positivo fra le generazioni. Ogni adulto che viene a contatto con un bambino deve saper contribuire al suo difficile itinerario di crescita con molta umiltà e molto rispetto, con disponibilità non invadente e con capacità di ascolto, non verbalizzando i valori, ma vivendoli e testimoniando la speranza".

Per questo dalle tante esperienze di accoglienza proveremo a definire delle “buone prassi” per promuovere una cultura della tutela del minore sempre più condivisa e meno sbandierata. Molte figure sono coinvolte quando parliamo di tutela del minore, (Servizio sociale, tutore, avvocato del minore, Tribunale per i Minorenni, Strutture di accoglienza …) si potrebbe parlare di garantismo eccessivo, ma se non si lavora per protocolli, su progetti educativi riguardanti i minori in regime di accoglienza condivisi, le complessità potrebbero portare a provvedimenti per nulla rispondenti ai bisogni e pertanto non “tutelanti”.

L'auspicio è quello di sensibilizzare la società e le istituzioni affinché si crei una rete sociale: infatti solo attraverso l'interazione e integrazione di tutte le parti coinvolte in questi delicati processi formativi e di crescita si può arrivare al raggiungimento dell' obbiettivo: il minore al centro di tutto, il minore quale fulcro e motore della tutela.
Solo così, ponendo al centro delle decisioni politiche e sociali il bambino, le istituzioni potranno trovare il coraggio di effettuare le riforme necessarie e doverose.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-04-2014 alle 17:49 sul giornale del 28 aprile 2014 - 962 letture

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