Overtime Film Festival, 24 le pellicole selezionate per la fase finale

7' di lettura 16/09/2014 - Giunto alla quarta edizione, l’Overtime Festival, che si terrà a Macerata dall’8 al 12 ottobre prossimi, propone anche nel 2014 una rassegna di cortometraggi e documentari sociali sul tema del racconto e dell’etica dello sport. Un viaggio itinerante nelle storie più belle e più nascoste, e nei personaggi che hanno messo lo sport al centro della loro vita.

Un concorso che lo scorso anno ha valorizzato numerosi aspetti del racconto sportivo, esaltando la creatività narrativa e spaziando tra gli sport (calcio, ciclismo, basket, rugby) e tra i generi: dal “cartoon” prodotto da Andrea Lucchetta, “Il sogno di Brent”, al ricordo di figure come Sandro Ciotti, Beppe Viola e Gigi Meroni, fino a pellicole che hanno messo i riflettori su temi come il doping e la disabilità.

Geni e ribelli, si disse lo scorso anno, puntando l’attenzione sul connubio tra estro, talento e fantasia. Per l’edizione 2014, si punta sulla passione e sulle emozioni che lo sport sa regalare. Momenti di gloria, sudore, fatica, passione, lo sport attraversa un secolo e parla anche dei luoghi che dello sport hanno fatto la propria vena caratterizzante. Senza dimenticare le storie da cui queste emozioni vengono e i protagonisti gli danno corpo: da Agostino Di Bartolomei a Vincenzo Nibali, da Pietro Mennea a Giancarlo Morbidelli.

Il programma è molto fitto e si articola in “cortometraggi” e “documentari sociali”.

Per la sezione cortometraggi sono in gara “Colorio”, un viaggio “sociale” all’interno di una favela, per vedere anche l’altro Brasile, quello che accoglie lo sport lontano dai riflettori televisivi, che hanno portato nel mondo il paese carioca con i mondiali di calcio dello scorso giugno, e che vedremo nel2016 a Rio. “Il Dieci”, una storia di calcio che arriva dal Centro Sperimentale di Cinematografia, e “Senza Fretta”,di Gerardo Petrosino, in cui il calcio è vissuto come momento di unità in una occasione di morte.

Molto spazio è dato anche agli altri sport, quelli troppe volte definiti “minori”. Per esempio, con “Alle Corde”, di Andrea Simonetti, la storia di un pugile che lavora all’Ilva di Taranto, o “Il tuffatore”, di Luca Lamaro, che dilata gli attimi sul trampolino in attesa del tuffo, in viaggio nei pensieri del protagonista.

In concorso tanti racconti che partono da vecchie storie da riprendere e raccontare come “Ciuri ca curri”, che ci porta in Sicilia con due ragazzini amanti della velocità che sognano di diventare piloti, ricalcando senza saperlo le strade della celebre “Targa Florio”, o “Glorioso perché il Baseball”, una storia che spiega, in una surreale dimensione radiofonica, l’amore per il baseball, uno sport in crescita in Italia, ma dall’inevitabile stampo “yankee”.

Per chiudere, “Gabbiadimatti”, di Luca Falorni, una storia dal sapore anni 60, quella che vide nascere sugli stabilimenti balneari livornesi la pratica del “gabbione”, un’ora di calcio giocato senza mai fermarsi, in una gabbia sul cemento grande come un campo di basket. Tra gli inventori un giovane che sarebbe diventato un campione, il capitano dell’Inter Armando Picchi.

Molto ricco anche il programma dei film e documentari sociali. Si comincia con le vicende dell’Italia dello sport ricorrono anche in “Cento anni di emozioni azzurre”, una produzione “Rai-Gazzetta dello Sport-Coni”, che racconta la storia dei medaglisti azzurri in occasione dei 100 anni del Coni.

Uno dei momenti più toccanti del programma sarà un omaggio a Pietro Mennea, il velocista italiano scomparso nel 2013, che viene ricordato con “Diciannove e Settantadue”, di Sergio Basso, con un chiaro riferimento al record sui200 metridel 1979, detenuto per 17 anni, e che racconta un simbolo sportivo del sud e i suoi sacrifici in allenamento. Di record da un diverso punto di vista si parla anche nel documentario di Donatella Cervi e Lorenzo Venturini, una storia di disabilità, con un ragazzo che “rinasce” in acqua praticando sport, intitolato proprio “La mia seconda vita da record”. Una passione, quella per lo sport, che Rossano Vittori ha voluto invece incarnare invece con la storia della sua città, e che propone in “Campioni Livornesi”, un “inno” al sanguigno spirito della gente della sua terra.

La storia è protagonista con “11 metri”, di Francesco Del Grosso, la storia di Agostino Di Bartolomei, il campione triste e gentile che si tolse la vita nel1994, adieci esatti dalla finale di Coppa dei Campioni che la Roma perse con il Liverpool. E con “Italia 90, l’occasione mancata”, di Alessandro Chiappetta, prodotto da Rai Storia, un racconto-inchiesta sui mondiali di Italia 90, tra le gesta di Schillaci e la speculazione edilizia.

Non possono mancare i motori, da sempre collettori di grande passioni, fondate sulla tradizione italiana. Il curioso “18 km”, di Alessandra de Stefano, prodotto da Rai Sport, che racconta la Trento – Bondone, la leggendaria gara motoristica, la più difficile ed impegnativa corsa in salita d’Europa: quasi18 chilometri, più del triplo di una normale corsa in salita. E la storia di Giancarlo Morbidelli, pilota di Pesaro che a Cui Jeffrey Zani e Matthew Gonzales hanno dedicato “Morbidelli – Storie di uomini E di moto veloci”. Il film è un viaggio alle radici del motociclismo visto come una parte integrante della cultura italiana, dalla quale sono emersi fuoriclasse come Giacomo Agostini e Valentino Rossi.

E ancora, tanto ciclismo, con “Un siciliano a Parigi, di Alessandra De Stefano, che racconta la storia di Vincenzo Nibali, e “Valletti, il campione dimenticato”, che ripercorre la vicenda di Giovanni Valletti, vincitore del Giro nel 1938 e 1939, che pur avendo battuto Gino Bartali è quasi scomparso dalla memoria collettiva.

Appassionante e piena dei valori dello sport più veri è la pagina del rugby, con “Terzo tempo”, di Enrico Maria Artale, un film prodotto da Luigi e Aurelio De Laurentiis, che fa vivere “da dentro” la filosofia e lo spirito racchiuse nel mondo della palla ovale.

Ma Overtime ha nel suo DNA il racconto di vicende di sport “dal basso”, quelle di chi lo sport lo pratica e non soltanto lo segue. Come in “A qualcuna piace il calcio”, un documentario sulla storia della Res Roma, una squadra di calcio femminile, che vuole mostrare l’altra faccia della medaglia del calcio che si pratica ogni settimana nei campi italiani, lontano dai riflettori. Quel che accade, in contesti molto più delicati, alle donne in Egitto, raccontate da Maria Grazia Silvestri in “Islam/Women emancipation via sport”, un intreccio di storie di donne che hanno cercato riscatto attraverso lo sport. Curiosa è la storia di “El poderoso”, di Matteo Giulio Pagliai, Il documentario “on the road” sull’esperienza di 4 ragazzi, partiti sabato 18 maggio da Firenze a bordo di un risciò a pedali e arrivati sabato 19 giugno2013 aRoma, che hanno fatto un’impresa a metà tra sport e costume realizzata alla velocità media di 10-15 chilometriorari.

Così come le storie di pugilato e lotta de “Il team”, di Raffaella Rizzi, con un maestro che prepara i suoi allievi alla vita del ring, una passione che unisce oltre la fatica, e “L’Oro di Scampia, un prodotto di Rai Fiction curato da Marco Pontecorvo che ha lavorato sulla storia di Enzo e Toni Capuano, liberamente ispirata alla vita di Gianni e Pino Maddaloni, che nel 2000 portarono l’Italia sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi di Sidney, vincendo l’oro nel judo.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2014 alle 17:48 sul giornale del 17 settembre 2014 - 644 letture

In questo articolo si parla di attualità, macerata, comune di macerata, Overtime Film Festival

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