Montelupone: Rosini, 'A due anni dal massacro dei coniugi Marconi la politica marchigiana è ancora muta'

Coniugi Marconi di Montelupone 3' di lettura 06/10/2014 - Sono trascorsi due anni da quando il giovane macedone Abdul Alili, residente nelle Marche da molto tempo, straziò con decine di coltellate i coniugi Paolo Marconi e Ada Cerquetti a Montelupone.

Premesso che l’equazione immigrato uguale criminale sia decisamente sbagliata, quel delitto conferma come la gestione dell’immigrazione in Italia sia stata disastrosa, e come l’”emergenza educativa” tante volte avvertita dai Papi Benedetto VI e Francesco, sia rimasta lettera morta per i nostri governanti.

La politica degli ultimi vent’anni, sull’immigrazione ha letteralmente fallito. Essa, imbevuta della solita retorica demagogica ed irrealistica (basti leggere alcune allucinanti recenti affermazioni della Presidente della Camera, Laura Boldrini), a noi marchigiani ci lascia anche questo: aver pregiudicata la nostra sicurezza, fatta sprofondare quella che fu la nostra "isola felice".

E non si venga a dare la consueta risposta ipocrita che l’Italia avrebbe bisogno degli immigrati per fare determinati lavori; non è accettabile! Nessuna esigenza di lavoro può giustificare omicidi, massacri, stupri, schiavitù, spaccio di droga e criminalità dilagante; è un costo assurdo, che non si può nè si deve esser disposti a pagare.

E la politica marchigiana? C’entra anch’essa, eccome. Perché sulla sicurezza e sui fatti delittuosi della nostra regione, la classe politica maggiore delle Marche non dice mai nulla. Mai una presa di posizione, una condanna forte, una presenza di solidarietà accanto ai parenti delle vittime. Questo mutismo è un’indecenza, un atteggiamento di autentica viltà politica, ed un tradimento verso i cittadini, sul piano quanto meno del sostegno morale e del far sentire loro la vicinanza delle istituzioni.

Una società altamente civilizzata come quella marchigiana, ci vogliono secoli per realizzarla - con sacrifici economici, impegno educativo e culturale. Non dobbiamo nè possiamo rinunciarvi per colpa di individui entrati arbitrariamente nel nostro territorio e di politici arretrati. Occorre ribadire che le Marche non retrocederanno di un centimetro dalle proprie conquiste di civiltà e convivenza, non abbasseranno la propria eccellente qualità della vita - tanto da venir considerate uno dei cinque paradisi del mondo - per colpa di brutali soggetti venuti dall’estero e di politici rimasti indietro con le idee.

E poiché l’atroce massacro di Montelupone turbò così tanto fortemente le nostre coscienze, dovremmo trasformarlo in qualcosa d’altro significativo. Non dobbiamo permettere che il sacrificio dei due consorti ferocemente assassinati passi nel dimenticatoio. Confermo la proposta pubblica di due anni fa, cioè che il 30 settembre di ogni anno, ricorrenza del massacro dei coniugi Marconi di Montelupone, divenga il giorno della memoria marchigiana per le vittime dei crimini in tempo di pace. Contro questa barbarie che attenta ai nostri diritti fondamentali, dobbiamo opporre tutta la forza dei nostri valori, tutta la potenza della nostra cultura e della nostra storia, e tutte le risposte della politica buona.

Per rispetto verso Paolo e Ada, nonché di tutti i marchigiani che hanno contribuito a realizzare questa magnifica regione, riporto un brano di una poesia torinese dedicata alle Marche: "Magia del Paese. Noi, saliti quassù con le orecchie assordate dal traffico, stentiamo a credere. Eppure tutto questo esiste! È là, nella terra di Cecco e Federico! È là, nella marca d’Ancona. Il Marchigiano è lassù, ove Dio è più vicino e la terra dà il grano benedetto".








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2014 alle 15:08 sul giornale del 07 ottobre 2014 - 579 letture

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