Ospedali, Sel Macerata, 'La Regione Marche non ci pare stia in ottimo stato'

Sel, Sinistra Ecologia Libertà 5' di lettura 08/10/2014 - Sul versante ospedali la Regione Marche, così tanto virtuosa, non ci pare stia in ottimo stato. A Pesaro il sindaco propone un altro sito per il nuovo ospedale unico e il sindaco di Fano non lo vuole, a Fermo tutti i sindaci lo vogliono ma non ci sono i soldi e a Macerata il sindaco ci dice che l’ospedale non è a norma ( dal 2005!).

A Macerata , mentre si aspetta da mesi il piano di Area Vasta, vanificando il lavoro condiviso che era stato fatto nel 2012, sarebbero in corso trasferimenti di reparti, mancano ancora alcuni primari, il personale lavora a ritmi impossibili, alcune chirurgie hanno garantito in estate solo gli interventi urgenti per permettere il godimento delle ferie ad un personale stremato, ma per fortuna ancora motivato. Per non parlare del Pronto Soccorso che se passasse il taglio dei 3 miliardi chiesto da Renzi alla Sanità per le Marche significherebbe 40 milioni in meno con rischi anche per l’ampliamento e potenziamento del Pronto Soccorso.

Ma anche i servizi territoriali non godono di un’ottima salute: sempre più cittadini rinunciano ad usufruire del Servizio Sanitario regionale:
i ticket insopportabili, per una popolazione sempre più povera ( più di 180.000 i poveri nelle Marche ), costringono a scegliere chi in famiglia debba fare gli esami, chi possa rinviarli, chi possa rinunciarci,
le liste di attesa sono lunghissime per cui ci si rivolge al privato, che in questa Regione di centrosinistra è aumentato a dismisura, (i laboratori privati espletano più della metà di tutti gli esami diagnostici quando i laboratori pubblici se lavorassero 12 ore al giorno potrebbero soddisfare tutta la domanda), o se hanno i soldi e pagano possono fare TAC, RMN ecc dopo 2 – 7 giorni nel servizio pubblico.

La scelta di finanziare solo il completamento dell’emodinamica al fine di ridurre le liste d’ attesa ci pare a dir poco fantasiosa.
Insomma se paghi ti curi, altrimenti aspetti o rinunci
L’ ADI si è ridotta
La maggior parte degli anziani non autosufficienti è a carico del lavoro di cura delle famiglie e quindi in buona sostanza dell’assistenza delle donne,
I malati di Alzheimer debbono accontentarsi al massimo di Centri diurni
L’ integrazione sociale e sanitaria non c’è.

Non ci sottraiamo alla discussione su eventuali accorpamenti, sul superamento dei doppioni, ma tutto deve essere deciso all’ interno di una pianificazione generale che tenga conto dei bisogni della popolazione e non della presenza o meno di quel primario o di un semplice calcolo economico, Chiediamo che rapidamente sia garantito il turn over al 100% del personale a tempo indeterminato e che non ci sia un ulteriore taglio sulla spesa per il personale,
Vogliamo discutere dell’ istituzione delle Case della Salute: dove e di che livello.

Perchè la Regione non ha previsto una Casa della Salute a Matelica? Dimenticanza?
Vogliamo discutere sui posti letto previsti per le Residenze Protette e vorremmo conoscere se a Macerata sta andando avanti il progetto presentato al teatro Don Bosco di una RSA privata convenzionata gestita dal S. Stefano. Forse la sede sarà Villalba?
Già tutta la riabilitazione extraospedaliera, quindi la maggior parte, è gestita dai privati, non si vede la necessità di ricorrere ulteriormente al convenzionamento.
Con i tagli lineari stiamo scivolando verso la privatizzazione del SSN, il blocco del turn over la precarizzazione, l’esternalizzazione (vera truffa: passaggio dalla voce “personale” alla voce “beni e servizi” di prestazioni lavorative) , il convenzionamento con il privato determinano una oggettiva privatizzazione dall’interno del SSN.

I punti chiave su cui vogliamo insistere sono:
Mantenimento del SSN pubblico, universalistico ed equo e libera circolazione dei cittadini da una regione all’altra
Superamento del sistema dei ticket che non ha certo ridotto le prestazioni “inappropriate”, ma ha costretto 13 milioni di italiani poveri, anziani e pensionati a non far ricorso al Servizio sanitario mettendo a rischio la propria salute (i poveri muoiono prima titolava Berlinguer , Giovanni) e la stessa speranza di vita della popolazione
Revisione dell’attività libero professionale intramoenia : se un cittadino vuole essere visitato da un medico da lui scelto deve pagare, ma che senso ha pagare una prestazione diagnostica o strumentale (TAC, esami di laboratori …?).

Superamento dei due canali prestazioni diagnostiche e strumentali con liste d’attesa di mesi se richieste con impegnativa e di una settimana se a pagamento
Finanziamento del SSN attraverso la fiscalità generale , no a sistemi assicurativi né sostitutivi né integrativi no ad ulteriori tagli.

Superamento dell’aziendalizzazione come modello di gestione, superamento della figura monocratica del Direttore generale, prevedendo forme di gestione partecipativa e da noi superamento dell’ASUR
Valorizzazione delle professioni sanitarie superando l’ attuale precarizzazione dei rapporti di lavoro, le esternalizzazioni, il blocco delle assunzioni e rivedendo il rapporto con le strutture private
Revisione e e potenziamento dell’attività di tutela della salute nei luoghi lavoro vigilando ed opponendosi a tutti i tentativi di riduzione come avviene nel decreto del “fare”
Piena attuazione della legge 194 che rischia di essere del tutto vanificata dal numero troppo alto di obiettori di coscienza.

Non ci sono le risorse? Bisogna scegliere: se colpire i diritti al lavoro, alla dignità, alla salute, ai servizi, alle pensioni, o cercare le risorse là dove sono: patrimoniale sui grandi patrimoni, lotta all’ evasione fiscale, lotta alla criminalità organizzata, riduzione drastica delle spese militari e no all’acquisto degli F 35.


per l'assemblea della città di Macerata di Sinistra Ecologia Libertà
Maria Teresa Carloni (responsabile sanità SEL Marche)






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-10-2014 alle 23:49 sul giornale del 09 ottobre 2014 - 523 letture

In questo articolo si parla di politica, Sinistra Ecologia Libertà

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