Contratti di rete: innovare e competere anche in fase di Startup

6' di lettura 28/10/2014 - Al 1°ottobre 2014 sono 1.772 i contratti di rete stipulati in Italia di cui 173 a soggettività giuridica e coinvolgono complessivamente 8.954 imprese. Il numero delle imprese coinvolte in contratti di rete è di 582 (6,5% del totale nazionale) in Abruzzo e 329 (3,7%) nelle Marche. I dati, dunque manifestano un buon grado di utilizzo di questo importante strumento di cooperazione anche se, in termini assoluti i valori sono inferiori alle regioni più grandi: Lombardia 1.997, Emilia Romagna 1.107, Toscana 913, Veneto 705.

Questa la ripartizione delle imprese aderenti a contratti di rete per singola provincia nelle Marche: Ancona 83; Pesaro Urbino, 83; Macerata 73; Fermo 65 e Ascoli Piceno n. 30.

Nella regione Abruzzo le imprese aderenti a contratti di rete suddivise sempre per singola provincia sono: Chieti n. 237; Pescara, n. 167; Teramo, n. 93 e l'Aquila con 82.

Si noti che alcune imprese partecipano a più contratti di Rete con operatività su più regioni.

Il contratto di rete è stipulato da più imprenditori con lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato.

A tal fine gli imprenditori si impegnano a collaborare in forme e in ambiti predeterminati e attinenti all’esercizio delle proprie imprese sulla base di un programma comune, scambiandosi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ed esercitando in comune una o più attività che rientrino nell’oggetto della propria impresa.

Il contratto di rete è un istituto innovativo nel nostro sistema produttivo e realizza un modello di collaborazione tra imprese che consente, pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità, di realizzare progetti ed obiettivi condivisi nell’ottica di incrementare la capacità innovativa e la competitività sul mercato. Il contratto di rete può essere stipulato tra imprese senza alcuna limitazione e nello schema normativo è previsto che le parti prima predispongano un “programma di rete” - ossia un piano generale d’azione volto ad accrescere la capacità innovativa e la competitività - e poi diano esecuzione concreta alle attività previste nel piano.

Tali attività possono essere di tre tipi:
1) collaborazione tra le parti in ambiti attinenti l’esercizio delle proprie imprese;
2) scambio tra le parti di informazioni o di prestazioni di qualsiasi natura (industriale, commerciale, tecnica e tecnologica);
3) esercizio in comune tra le parti di una o più attività rientranti nell’oggetto delle rispettive imprese.

Aggregarsi e costituire una rete d’impresa consente di aumentare la crescita dimensionale preservando l’autonomia giuridica ed operativa delle diverse imprese che si aggregano e attraverso la collaborazione all’interno di una rete d’impresa si può infatti conseguire un accrescimento delle capacità innovative e competitive delle aziende partecipanti.

La sinergia tra imprese in rete consente di:
- divenire un’aggregazione di dimensioni tali da poter affrontare meglio il mercato, anche estero;
- ampliare l’offerta dei beni e/o servizi;
- dividere i costi;

- partecipare alle gare per l’affidamento dei contratti pubblici, anche attraverso il mercato elettronico MEPA;
- impiegare il distacco del personale tra le imprese ossia l’interesse della parte distaccante sorge automaticamente in forza dell’operare della rete;
- assumere in regime di codatorialità il personale dipendente secondo le regole di ingaggio stabilite nel contratto di rete.

Ma particolarmente interessanti sono le agevolazioni di carattere fiscale e finanziario:

1) finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto sulla base di bandi di CCIAA, regioni, Ministeri ed Unione Europea che incentivano e premiano (con priorità e punteggi aggiuntivi in graduatoria) l’aggregazione tra Pmi. Come ad esempio nel caso di progetti di ricerca e sviluppo negli ambiti tecnologici di “Horizon 2020” di cui al bando Crescita Sostenibile aperto dal MISE il 27 ottobre.

2) agevolazioni fiscali. Sono previsti oltre 200 milioni di Euro per agevolare con un credito d’imposta le reti d’impresa operati in tutti i settori. Per il settore agroalimentare è previsto un credito pari al 40% delle spese per investimenti in nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera, e non superiore a 400.000 euro (periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due successivi).

3) possibilità di rating bancario di rete;

4) accesso allo specifico fondo nazionale di garanzia del Mediocredito Centrale per investimenti delle imprese connessi all’attuazione dei programmi di rete;

Il contratto di rete tra imprese formalizza i rapporti di collaborazione e condivisione tra le imprese partecipanti in modo da definire chiaramente l’impegno, l’investimento e il tipo di legame da adottare.

In particolare parliamo di come realizzare il programma comune e come misurare l'avanzamento verso gli obiettivi strategici di innovazione e di innalzamento della capacità competitiva; quali sono i diritti e gli obblighi assunti da ciascun partecipante; le regole di gestione dell’eventuale fondo patrimoniale comune la misura e i criteri di valutazione dei conferimenti iniziali e degli eventuali contributi successivi che ciascun partecipante si obbliga a versare; l’eventuale istituzione di un organo comune per l'esecuzione del contratto o di una o più parti o fasi di esso, i poteri di gestione e di rappresentanza conferiti, le regole relative alla sua sostituzione; le regole per l'assunzione delle decisioni dei partecipanti su ogni materia o aspetto di interesse comune, che non rientri nei poteri di gestione conferiti all’eventuale organo comune (che possono prevedere la maggioranza semplice, maggioranze qualificate oppure l’unanimità dei partecipanti su tutte, o anche su alcune decisioni); la durata del contratto, le modalità di adesione di altri imprenditori ed eventualmente le cause di recesso anticipato e le condizioni per l'esercizio del relativo diritto.

La Fideas Srl di Offida sin dal 2011 assiste e supporta con successo la nascita di reti tra imprese nelle Regioni Marche ed Abruzzo, provvedendo all’assistenza in fase di costituzione nonché allo sviluppo ed attuazione del programma/progetto di rete ed alla ricerca di fonti di finanziamento provate, bancarie e pubbliche.

Per info e consulenza Fideas Srl, Borgo Cappuccini n 3, 63073 Offida AP, tel. 0736/880843, email: fideas@topnet.it; skype: fideasinfo, facebook: FideasSrlOffida, website: www.fideas.it.


Lo strumento del contratto di Rete tra Imprese costituisce anche un valido strumento a supporto della nascita e sviluppo di startup, sia intermini di innovazione che di competitività, e farà parte dei contenuti dell’attività di formazione e consulenza nell’ambito della 2° edizione del progetto STARTAP21, le cui iscrizioni sono aperte sino a lunedì 3 novembre 2014 e potete trovare tutte le info sul sito web: http://istao.it/startap21-2ed/

La partecipazione al percorso è gratuita e riservata a laureati disoccupati, inoccupati o in mobilità,

Ai partecipanti sarà inoltre erogata una indennità di partecipazione di Euro 800,00 ed un contributo di Euro 7.000 in caso di avvio di impresa.








Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 28-10-2014 alle 09:46 sul giornale del 29 ottobre 2014 - 658 letture

In questo articolo si parla di regione marche, economia, pubbliredazionale, regione abruzzo, giuliano bartolomei, fideas srl

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