Montelupone: ''Si torna in scena per l'amico G'', commozione e momenti di arte vera sul palco

2' di lettura 09/11/2014 - Talvolta il cronista, nel commentare una serata teatrale, ricorre all’enfasi per far tutti contenti.

Stavolta no!, niente enfasi, sabato sera al “Nicola degli Angeli” c’è stata arte. Del resto, tempo fa, Giulio Scarpati, e successivamente Nathalie Caldonazzo, ci spiegavano come il motore del teatro si alimenti e si fortifichi nei piccoli centri, qual è Montelupone, perché senza essi sarebbe asfittico e non potrebbe sopravvivere.

La serata, dedicata al compianto Gualberto Carpineti, è stata aperta dai “Folkorati” di Castelfidardo, due fisarmoniche, una tastiera, una chitarra: quattro giovani da tener d’occhio, quattro virtuosi veri che spaziando da Piazzolla a Rossini danno brividi di piacere ed emozioni. Il Coro Sibilla, presentato con arguzia dal preside Nazzareno Gaspari e diretto dal maestro Fabiano Pippa, da trent’anni di casa a Montelupone, non ha bisogno di commenti: maestria unica, un’eccellenza internazionale nel mondo delle corali, la prova che la voce umana rappresenta da sempre il primario “strumento” musicale. La prosa, con numerosi interventi sapientemente distribuiti, ha scandito la serata.

Il giovane Leonardo Bedini ha recitato il monologo “Il Muratore” di Stefano Benni (autore premiato al Ratalanga 2014) , replicando l’ultima pèrformance teatrale di due anni fa di suo zio Gualberto. Leonardo è un promettente attore di quel tradizionale teatro amatoriale locale, molto vivace fin dai primi anni settanta, che merita di essere rilanciato al più presto. Pierluigi Ferramondo, ideatore di questa e di altre serate, nonché da sempre eclettico frequentatore di palcoscenici anche dell’anconetano, per i suoi 82 anni di età ha recitato magistralmente “Il Canto del Cigno” di Checov. Norma Saluzzi, poetessa ed attrice del “Teatro Aperto” di Osimo, ha presentato tra l’altro una dantesca Beatrice molto sui generis, manifestando un’assoluta padronanza espressiva in chiave brillante prima, esistenzial-romantica poi.

Anna Maria Cerquetti, affermata performer ed autrice di Montecosaro, ha reso omaggio a Gualberto con l’inedito “Padre”, accompagnata alla chitarra da Francesco Foresi e alla voce da Jenny Rosini. Il, per i monteluponesi, mitico Goffredo Giachini ha detto in tempi successivi delle poesie dialettali maceratesi, suscitando l’immancabile entusiasmo del pubblico. Un commento a parte lo merita Alessandra Gattari, professoressa, soprano, maestro etc ma, nell’occasione, bravissima presentatrice dall’eloquio sempre pronto e pertinente, senza alcuna esitazione.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-11-2014 alle 18:09 sul giornale del 10 novembre 2014 - 886 letture

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