'Incontri d'autunno': Padre Sorge affida ai maceratesi la bussola della buona politica

Padre Bartolomeo Sorge 2' di lettura 16/11/2014 - Etica, laicità, bene comune, verità. Nei quattro “punti cardinali” indicati da Papa Francesco nell'esortazione apostolica Evangelii gaudium, Padre Bartolomeo Sorge affida ai maceratesi la “bussola” della buona politica.

Erano davvero in tanti ieri sera, alla Domus San Giuliano, ad ascoltare ed applaudire il gesuita e teologo, uno dei massimi esperti della dottrina sociale della Chiesa, che è tornato a Macerata, a distanza di due anni, ospite del Circolo Aldo Moro per gli “Incontri d'Autunno”. Padre Sorge, che non ha risparmiato una battuta sulle difficoltà logistiche per raggiungere il capoluogo, ha affrontato con la chiarezza e la simpatia di sempre il delicato tema dell'impegno politico dei cattolici (e non solo).

“Così - ha esordito - non si va avanti. C'è una crisi mortale della politica che si manifesta specialmente nell'assenteismo e nel populismo, con la tentazione di rivolgersi direttamente alla piazza, saltando le mediazioni della democrazia rappresentativa. Questa è la morte del sistema, e come cittadini e cristiani non possiamo stare fermi”. Come restituire, allora, un'anima alla politica? Nella sua lucida lezione, Sorge ha indicato la strada, esortando a riattualizzare il popolarismo sturziano, perché non solo interessa i cristiani impegnati in politica, ma è un valido strumento offerto a tutti per superare la grave crisi, e rappresenta la medicina più efficace contro la deriva populista.

“Nella sua Evangelii gaudium Papa Francesco, senza nemmeno saperlo (ne sono sicuro e quando lo vedrò glielo chiederò) ha aggiornato l'intuizione di Don Sturzo: il modo per venire fuori da questa crisi terribile è ribadire i quattro punti centrali da cui dipende una buona politica: ispirazione etica, che è l'ideale fondato sulla coscienza; laicità, che significa trovare l'unità nel rispetto delle diversità; bene comune, che vuol dire pensare in globale per poi agire in locale; verità, e non retorica, sapendo interpretare i problemi reali della gente.

E allora il Papa invita i cristiani non tanto a fare un partito a sé, perché non è più tempo, ma ad animare con questi valori il rinnovamento della politica”. La Politica, con la “p” maiuscola, che non si riduce a una mera professione. “Per fare il politico - ha ammonito Sorge - ci vuole la vocazione, unita alla formazione e alla competenza professionale, perché la politica tanto denigrata - si legge sempre nell'esortazione evangelica - è una vocazione altissima, una delle forme più preziose della carità, perché cerca il bene comune”. Ottimista, ma senza essere ingenuo, Sorge ha saputo consegnare all'attenta platea la certezza di una coscienza, di una razionalità e di nuove energia in vista. “Quindi - si è congedato sorridendo - non moriremo di questo”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-11-2014 alle 17:59 sul giornale del 17 novembre 2014 - 556 letture

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